Palazzo occupato da CasaPound non si sgombera, parola di Tria

Lettera del Ministro dell'Economia Tria al Comune sull'immobile occupato in via Napoleone III. "Palazzo stabile e pulito, non è priorità per prefettura e demanio".

Palazzo occupato da CasaPound
Palazzo occupato da CasaPound

Palazzo occupato da CasaPound non si sgombera, lo ha riferito il Ministro dell’Economia Tria in una lettera indirizzata al Sindaco di Roma Virginia Raggi. “La sede dei fascisti del terzo millennio – si legge nella missiva – “non è a rischio crollo e non presenta nemmeno particolari problemi sotto il profilo igienico”.

La sede di CasaPound non è tra le priorità

Prima di rispondere alla prima cittadina grillina, che si era messa in moto su richiesta dell’Assemblea capitolina, il ministero ha bussato prima all’Agenzia del Demanio e poi in prefettura. E da entrambi gli enti ha ricevuto la medesima risposta. La sede di CasaPound non è tra le priorità. Non è tra i primi palazzi da sgomberare nella lunghissima lista di quelli occupati nella capitale.

Inoltre, quando i militanti di estrema destra sono entrati nel palazzo di via Napoleone III, nessuno al Miur ha firmato la querela per denunciare l’occupazione abusiva. E così, nessun processo nei loro confronti è partito dalle sedi istituzionali cui lo stabile era stato affidato.

Il commento di Salvini

Anche Matteo Salvini è intervenuto sullo sgombero del palazzo occupato da CasaPound: “Non è una priorità. Si comincia dalle situazioni più pericolose per instabilità delle strutture e dove ci sono richieste di sequestro giudiziario in corso”.

Nel 2015 CasaPound si era schierata appoggiando con Matteo Salvini. “Insieme ad altri esponenti del centrodestra abbiamo deciso di aggregare tutta un mondo politico che guarda a Salvini e al suo progetto per il recupero della sovranità nazionale e il rifiuto degli eurocrati”.