Laurea rubata, il direttore di banca la fa recuperare dalla camorra

Una laurea rubata nel corso di uno scippo e un fidanzato che, per recuperare quel documento della sua ragazza, si rivolge non ai carabinieri, ma alla camorra.

Direttore di banca si rivolge alla mafia
Direttore di banca si rivolge alla mafia

Una laurea rubata nel corso di uno scippo e un fidanzato che, per recuperare quel documento della sua ragazza, si rivolge non ai carabinieri, ma alla camorra. Che poi il fidanzato fosse anche un direttore di banca e che da allora le sue sorti si siano indissolubilmente legate con quelle dei Casalesi che colonizzavano i vecchi feudi della mala del Brenta non è particolare da prendere sottogamba.

50 arresti

Spunta un retroscena clamoroso dalle carte sull’indagine che ieri aveva portato il Gico della Guardia di Finanza ad eseguire 50 arresti nell’ambito di una indagine con cui l’Antimafia ha stroncato una metastasi della camorra casalese in Veneto.

Con quelle manette gli inquirenti avevano stroncato ogni velleità del potentissimo clan casertano di mettere radici in un nord est ricco quanto permeabile alle lusinghe e alle minacce dei malommi campani. Tanto permeabile che, fra le pagine della voluminosa ordinanza di custodia cautelare a carico dei 50 indagati, spunta un caso, una storia che è paradigma di come la camorra sappia infiltrarsi nei tessuti sociali che punta e da cui si aspetta ristori e occasioni di lucro.

La laurea rubata

Qualche tempo fa una donna, nella zona poi attenzionata dagli inquirenti dello speciale reparto della Gdf, era stata fatta oggetto di uno scippo. Qualcuno, con il volto travisato, le aveva rubato la borsa, all’interno della quale non solo vi erano contanti, documenti ed effetti personali, ma anche il certificato di laurea appena ritirato.

La donna, in preda al panico soprattutto per quel titolo accademico andato perduto, si rivolge al suo fidanzato. Costui è un direttore di banca, una delle banche che poi sarebbero entrare in tacca di mira degli investigatori per le presunte collusioni con i casalesi a trazione meneghina.

L’uomo non ha dubbi nel prendere in mano le redini del problema; non va dalle forze dell’ordine per cercare di recuperare quella laurea. Va direttamente dal referente dei casalesi sulla zona. Manco a dirlo, tempo 24 ore e la laurea viene ritrovata, i ladri puniti e quel pezzo di carta restituito alla proprietaria.

Diventato ostaggio dei Casalesi

Da quel momento però il direttore di banca è finito: la sua riconoscenza dovrà esplicitarsi proprio attraverso una funzione che, di fatto, lo mette a servaggio strettissimo delle operazioni finanziarie del clan. “Il direttore era così diventato ostaggio dei Casalesi nell’aiutarli, da bancario, nei loro traffici illeciti”. Così ha chiosato la vicenda il Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero de Raho, mettendo suggello alla difficoltà enorme di sostenere una lotta contro una mafia così pervasiva.

Redazione CiSiamo
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