Genitori di Renzi ai domiciliari: le motivazioni del gip

I genitori dell'ex premier Matteo Renzi sono agli arresti domiciliari con l'accusa di bancarotta fraudolenta.

Tiziano Renzi
Revocati i domiciliari ai genitori di Matteo Renzi

Arresti domiciliari per i genitori di Matteo Renzi. A quanto si apprende, i reati contestati sono di bancarotta fraudolenta ed emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti. A finire agli arresti sono sia il padre e sia la madre dell’ex Premier, Tiziano Renzi e Laura Bovoli.

Il provvedimento

I genitori del senatore del Pd sono finiti ai domiciliari in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Firenze. Ad eseguire l’ordinanza sono stati gli agenti dalla Guardia di Finanza del capoluogo toscano. Ai domiciliari è finito anche un imprenditore di Campo Ligure, in provincia di Genova. 

I capi d’accusa

A quanto si apprende, i domiciliari sono stati disposti nell’ambito di un nuovo filone di indagine scaturito da una delle inchieste che sta conducendo la procura fiorentina. La misura cautelare con l’accusa di bancarotta fraudolenta e false fatturazioni è stata applicata dal Gip, su richiesta della Procura, nell’ambito della nuova inchiesta per il fallimento delle tre cooperative collegate alla società di famiglia dei coniugi Renzi “Eventi 6”. Nella stessa inchiesta è stato arrestato anche il vicepresidente di una delle cooperative, Mariano Massone: i tre finiti ai domiciliari sono accusati di aver provocato “dolosamente” il fallimento le tre cooperative dopo averne svuotato le casse.

Le parole del gip

Il gip Angela Fantechi, nell’ordinanza con cui ha disposto gli arresti domiciliari, scrive: “Con riferimento alla posizione di Tiziano Renzi e Laura Bovoli, sono poi in evidenza condotte volontarie realizzate non per fronteggiare una contingente crisi di impresa, quanto piuttosto di condotte imprenditoriali finalizzate a massimizzare il proprio profitto personale con ricorso a strategie di impresa che non potevano non contemplare il fallimento delle cooperative”.
E prosegue: “Nei confronti degli indagati non è, allo stato, ipotizzabile la concessione della sospensione condizionale della pena attesa la gravità concreta dei reati per cui si procede e la loro esecuzione in un contesto temporale rilevante“. Gli arresti si sono resi necessari perché “sussiste il concreto ed attuale pericolo che gli indagati commettano reati della stessa specie di quelli per cui si procede (tributari e fallimentari)”.

Il rischio di reiterazione dei reati

Secondo il Gip, il rischio di reiterazione dei reati da parte degli arrestati “emerge dalla circostanza che i fatti per cui si procede non sono occasionali e si inseriscono in un unico programma criminoso in corso da molto tempo”. Realizzato, inoltre “in modo professionale con il coinvolgimento di numerosi soggetti, nei cui confronti non è stata avanzata richiesta cautelare, pervicacemente portato avanti anche dopo l’inizio delle indagini“.

Le altre società

Il gip parla anche delle indagini sulle società finite nel mirino degli inquirenti toscani. E osserva come “il modus operandi adottato da Renzi Tiziano e Bovoli Laura affinché ‘Eventi 6’ potesse avere a disposizione manodopera senza essere gravata di oneri previdenziali ed erariali, è consistito nel costituire e nell’avvalersi delle cooperative ‘Delivery Service’, ‘Europe Service’ e ‘Marmodiv’ poi destinandole all’abbandono non appena essere raggiungevano uno stato di difficoltà economica“. Una difficoltà più che prevedibile “in considerazione che sulle stesse gravava l’onere previdenziale, e con riferimento a ‘Marmodiv’ anche l’onere fiscale derivante dall’emissione di fatture per operazioni inesistenti al fine di consentire evasione di imposta a ‘Eventi6′”.

Il gip aggiunge che “nel caso di ‘Delivery Service’, Renzi Tiziano, Bovoli Laura e Massone Mariano hanno ritenuto, fin da poco la costituzione della cooperativa, di omettere sistematicamente il versamento di oneri previdenziali e di imposte”.

Il processo

Il prossimo 4 marzo, intanto, per i genitori dell’ex premier si apre il processo nel quale sono imputati, insieme all’imprenditore Luigi Dagostino, amministratore della Tramor all’epoca dei fatti, per emissione di fatture false in relazione a due operazioni, una da 20.000 e un’altra da 140.000 euro più Iva, relative a studi di fattibilità commissionati da Tramor srl, società di gestione dell’outlet della moda ‘The Mall’ di Reggello, alle società dei Renzi, Party ed Eventi 6, nel 2015; fatture che, secondo la Procura, sono inesistenti.

Gli altri indagati

A quanto si apprende dall’AdnKronos, inoltre, ci sono altri cinque indagati nell’inchiesta. Ex amministratori di fatto e componenti del CdA della ‘Delivery Service Italia’. La società cooperativa era stata dichiarata fallita con sentenza del Tribunale di Firenze del 17 giugno 2015.

Le accuse

A tutti gli otto indagati viene contestato di “aver cagionato il fallimento della società per effetto di operazione dolosa consistita nell’aver omesso sistematicamente di versare gli oneri previdenziali e le imposte, così determinando o, comunque, aggravando il dissesto”. Tra gli indagati ci sono Roberto Bargilli, ex autista del camper di Matteo Renzi al tempo della campagna per le primarie 2012. Nel mirino anche Gianfranco Massone, già indagato in un’altra inchiesta a Genova su una presunta bancarotta fraudolenta che avrebbe coinvolto Tiziano Renzi.

Le dichiarazioni di Matteo Renzi

Dopo la notizia l’ex Premier Matteo Renzi ha annullato l’impegno pubblico per la presentazione del suo nuovo libro a Nichelino e ha fatto rientro a Firenze. E con un post su Facebook ha commentato: “Ho molta fiducia nella giustizia italiana”. E prosegue: “Chi ha letto le carte mi garantisce di non aver mai visto un provvedimento così assurdo e sproporzionato. Mai. Adesso chi crede nella giustizia aspetta le sentenze. Io credo nella giustizia italiana e lo dico oggi, con rispetto profondo, da servitore dello Stato”

Le dichiarazioni di Matteo Salvini

Non festeggio per gli arresti, non commento le sentenze” dice Matteo Salvini a ‘Il Post‘ del Tg2. “Altri vorrebbero vedermi sotto processo… io festeggio quando si arrestano i mafiosi, i ladri, i terroristi, i delinquenti. Quando arrestano i genitori di un avversario politico, io non festeggio”.

Marco Travaglio

A differenza di come mi dipingono non sono uno che festeggia le manette: anche di fronte ai genitori di Renzi mantengo una olimpica imperturbabilità” dice poi all’AdnKronos Marco Travaglio, direttore de Il Fatto Quotidiano.

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