Violenza sui minori: “E’ il deserto dei sentimenti di una società silente”

Violenza sui minori, le percosse sono spesso sintomo della frustrazione dei carnefici, che però creeranno traumi infantili permanenti ai bambini che vengono maltrattati.

Abusi su minori
Abusi su minori

Due episodi simili in meno di un mese: due periferie di due grandi città – Napoli e Roma – che inermi assistono alle percosse a morte di bambini in tenera età da parte dei patrigni.

Tante le vittime

E’ delle ultime ore il bollettino dell’ospedale Bambino Gesù di Roma che riporta un lieve miglioramento della piccola di 22 mesi – ancora in prognosi riservata – picchiata selvaggiamente dal compagno ventiquattrenne della madre.

Ai Castelli Romani alla vigilia di San Valentino la piccola “Piangeva troppo”, così da meritarsi percosse e morsi tali da ridurla in fin di vita da parte di colui che si trovava alla presenza dei tre figli piccoli della sua compagna, assente in casa. La donna ha poi dichiarato che spesso il compagno ricorreva alla violenza. Un giovane uomo con precedenti per stalking e maltrattamento, accompagnato da poco ad una donna con trascorsi altrettanto tribolati in cui a fare da sfondo c’era spesso la violenza. Due anime in pena, l’espressione dell’alienazione e delle disperazione di una neo-coppia nel vano tentativo di creare una parvenza di famiglia, ma che di fatto gli investigatori hanno ritrovato in uno stato di indigenza ed in un contesto abitativo degradato.

Una storia che assomiglia per i ruoli di mostruoso protagonismo dell’episodio di cronaca avvenuto solo tre settimane fa a Cardito. In quell’occasione ha perso la vita un bambino di appena sette anni per mano del compagno della madre. La quale ha assistito inerme all’omicidio del piccolo ed alle violente percosse della sorellina da parte del suo compagno, Badre Tony Essobti, ventiquattrenne.

Entrambi gli uomini sono agli arresti e dovranno rispondere di omicidio colposo, Essobti addirittura a rischio linciaggio in carcere.

Cosa sta succedendo?

Cosa sta succedendo? Lo abbiamo chiesto alla psicoterapeuta e criminologa Dott.ssa Virginia Ciaravolo in occasione del suo intervento presso la Camera dei Deputati al convegno tenutosi ieri dal tema “Maltrattamenti ed abusi sui minori, diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”.

“E’ il deserto dei sentimenti – ci dice rammaricata – di una società che si volta dall’altra parte mentre soggetti disturbati con background di violenza perpetrata o subita s’incontrano e tentano di creare una nuova famiglia. Tutte le difficoltà economiche, psicologiche e sociologiche di questi soggetti trovano come catalizzatore la violenza sui minori, gli unici a non potersi difendere”.

La frustrazione dei carnefici

La Ciaravolo sottolinea che spesso i famosi “raptus” di cui si parla per motivare l’accanimento nei confronti di bambini così piccoli siano dovuti non solo all’espressione di frustrazione dei carnefici in ambito sociale ed economico, ma anche di fenomeni di “discontrollo”, dovuto all’utilizzo da parte dei soggetti stessi di stupefacenti come la cocaina. Che rendono roboante ed insopportabile anche il pianto di un bambino. E si chiarisce anche la figura delle madri inermi, che si trovano ad assistere come attrici non protagoniste alla brutalizzazione dei propri figli. “Queste donne sono quasi sempre reduci da percorsi di violenze subite, trovandosi dunque in uno stato di vessazione tale da non riuscire a comprendere quando la violenza possa realmente trasformarsi in crimine.”

Il rischio di traumi infantili

Parlando dei minori, la psicoterapeuta ci spiega quanto la violenza in famiglia non sia solo espressa dalle percosse bensì anche dal perpetrarsi di atteggiamenti vessatori, mortificatori nei confronti di minori che non possono in alcun modo difendersi. E innescano in loro dei traumi infantili di difficile risoluzione nelle fasi successive dello sviluppo e dell’adolescenza, con notevoli danni comportamentali e compromissioni della personalità.

Le colpe di una società silente

La psicoterapeuta punta il dito contro una società silente ed un sistema assistenziale rigido e macchinoso, corresponsabili di mancata tutela e prevenzione, ritenendo di fondamentale importanza gli sportelli d’ascolto. A tal proposito, la Ciaravolo ipotizza l’istituzione di “sportelli per la maternità”, ovvero strumenti in cui accogliere i bisogni delle donne a partire dallo stato di gravidanza fino ai primi anni di vita dei figli, periodo in cui la madre è cooptata dai bisogni del figlio ed annienta quasi del tutto i propri bisogni di donna. Così diviene più facilmente vittima di situazioni familiari difficili accompagnate da situazioni economiche precarie. Questo strumento potrebbe essere il frutto della collaborazione tra i ruoli assistenziali pubblici che accompagnano i bambini dalla nascita fino a seguirli durante i primi anni di vita, in modo da riuscire a ravvisare i contesti familiari a rischio.

La tutela dei diritti dei minori

In materia di tutela dei diritti dei minori, degno di nota è l’intervento dell’Avvocato penalista Maria Franca Tripaldi, responsabile Dipartimento Giustizia AISPIS, ai microfoni di Radio Radicale: “Attualmente è stata fatta richiesta della modifica dell’articolo 581 del codice penale che disciplina la materia delle percosse, ritenendo necessario innalzare la soglia per farlo diventare procedibile d’ufficio per minori al di sotto del 14 anni e cambiare la competenza da Giudice di Pace a Tribunale monocratico. Si propone inoltre di considerare questo come reato tale da richiedere la “messa alla prova” del maltrattante da associare ad un successivo percorso di rieducazione dello stesso”.

Un’escalation di violenza

Si comprende dunque come le percosse siano la “scintilla”, l’inizio di una escalation di violenza che potrebbe non dare scampo a vittime e carnefici. Un percorso da contrastare con la prevenzione e l’attivazione delle istituzioni congiuntamente con l’operato dei numerosi centri di assistenza presenti sul territorio nazionale, che ad oggi stanno registrando un notevole incremento, ma che vanno assolutamente coadiuvati da meccanismi istituzionali che tutelino i soggetti coinvolti sia nella fase del contrasto del fenomeno che della riabilitazione degli stessi.

Redazione CiSiamo
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