Truffa al comune di Roma: la vicenda del nichel finirà in Tribunale

La truffa del tronchetto di nichel ceduto in pegno al Comune di Roma nel 2011 finirà in Tribunale. La Corte dei Conti ha aperto un fascicolo sui soldi spesi dal Comune per custodire il tesoro che però parrebbe non valere la somma dichiarata in partenza.

Piazza del Campidoglio
Maxi truffa del tronchetto di nichel ora finisce in tribunale

La truffa del tronchetto di nichel al Comune di Roma, che è stato ceduto in garanzia di un debito nel 2011, finirà in tribunale. A riportare la notizia è Il Messaggero, che già ieri aveva sollevato il caso. Quello di un filo metallico il cui valore doveva essere di 55 milioni e si è scoperto poi valerne solo 40mila. Soldi su cui il Campidoglio aveva fatto conto e che – pare- gli sono sfumati tra le dita.

La decisione della Corte dei conti

Il Comune di Roma ora cercherà di recuprare il credito, ma, dice Il Messaggero, la Corte dei conti ha aperto un fascicolo sui soldi che il Roma ha speso in questi anni per tenere al sicuro il filo di nichel. Si parla di 200mila euro spesi per la sicurezza del tronchetto. Sarà il Viceprocuratore regionale Guido Patti a seguire gli accertamenti.

L’avvertimento dell’Organismo di Revisione Contabile

L’Organismo di Revisione Contabile aveva raccomandato al Comune di “impegnare le somme derivanti dalla vendita del nichel e delle partecipazioni successivamente alla effettiva vendita delle stesse”. E così la giunta ha eliminato dalle voci di bilancio “le entrate potenzialmente derivanti” dalla vendita del nichel. Quindi “non risultano dunque iscritte nel bilancio di previsione 2019-2021 di Roma Capitale”, riporta una nota.

Le dichiarazioni del Comune

Da Palazzo Seantorio fanno sapere che “il nichel in possesso dell’amministrazione non è stato ceduto in sostituzione di un credito ma come pegno a garanzia del credito stesso” . E sottolineano: “Roma Capitale resta pertanto titolare del credito originario e sta attuando ogni iniziativa percorribile per la sua riscossione”.

La smentita di Giovanni Calabrò

Giovanni Calabrò, l’imprenditore ritenuto responsabile della truffa ai danni del Comune di Roma, ha contattato Il Messaggero e tutte le testate che hanno ripreso la notizia, affinché pubblicassero la sua versione dei fatti. Noi di CiSiamo.info, per correttezza d’informazione, riportiamo integralmente la sua replica: clicca qui per leggerla.

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