Boss mafia arrestato ammette di aver ucciso la sua amante

Si cerca nel pantano dei Regi Lagni, in provincia di Napoli, il corpo di Angela Gentile, la donna uccisa da una paranza di camorristi per colpa del suo cuore.

Regi Lagni
Regi Lagni

La sua colpa? Quella di essere stata l’amante del boss e di averlo tradito con un suo gregario. Del boss sbagliato i cui abbracci per lei sono diventati condanna a morte. Si cerca nel pantano dei Regi Lagni, in provincia di Napoli, il corpo di Angela Gentile, la donna uccisa da una paranza di camorristi per colpa del suo cuore.

Amante di Domenico Belforte

Era infatti l’amante di Domenico Belforte, capo del clan dei Mazzacane di Marcianise e doveva pagare. La sconcertante verità è emersa nel corso dell’interrogatorio, durante il relativo processo con rito abbreviato, che l’Antimafia ha tenuto poche ore fa, chiamando a rispondere in aula i due principali sospettati di quell’orribile delitto: Mimì Mazzacane, a sua volta amante della vittima, e sua moglie Maria Buttone.

A un certo punto del faccia  a faccia con gli inquirenti campani, i due hanno ammesso che sì, Angela è stata ammazzata dal boss Domenico perché aveva una relazione con Mimì e che il cadavere della donna era stato scaricato di comune accordo nelle acque dei Regi Lagni, il dedalo di canali di origine borbonica che intersecano la zona cuscinetto fra l’area metropolitana di Napoli e il Litorale Domitio, da sempre luogo di elezione dei malommi locali per far scomparire i morti scomodi.

“Uccisa per sbaglio”

Lo stesso Belforte, in sede di interrogatorio con il Pm Landolfi, un vero specialista della camorra marcianisana, aveva ammesso il delitto, dichiarando che la donna lui però l’aveva uccisa per sbaglio.

Il processo in questione è mirato su profili penali disparati e divergenti dal clamoroso contenuto della dichiarazione dei due che sostanzialmente confermano l’uccisione della donna: in quel dibattimento si sta cercando di far luce sulla morte di un netturbino ammazzato a Caserta per una questione che, come le cronache recentissime ricordano, torna ciclicamente; quella delle affissioni elettorali contese in appalto fra i sotto clan, nonché su alcune estorsioni.

Come nelle migliori tradizioni criminali di una camorra che ormai pare in credito di organicità e cede il passo a troppi colpi di scena, il fulmine a ciel sereno si è materializzato quando la coppia di imputati ha ammesso di aver avuto un ruolo nell’uccisione dell’amante del boss. Le ricerche del corpo della povera Angela sono partite da subito, anche con unità specializzate del 115. Per ora, dei resti mortali di una donna colpevole di aver amato la persona sbagliata nessuna traccia.

Redazione CiSiamo
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