Sentenze divulgate da giornalisti favoriscono la ‘ndrangheta

In Calabria, alcune testate giornalistiche sono riuscite a pubblicare sentenze con omissis come se i contenuti fossero visibili, mettendo a rischio la vita di collaboratori di giustizia e delle loro famiglie.

Giovanni Falcone
Giovanni Falcone

In Calabria, alcune testate giornalistiche sono riuscite a pubblicare sentenze con omissis come se i contenuti fossero visibili, mettendo a rischio la vita di collaboratori di giustizia e delle loro famiglie. Tutto ciò favorirà i mafiosi a pentirsi?

Trattativa Stato-Mafia

Ebbene, come molti sapranno, sono tante le associazioni in Italia che oggi sventolano tale “bandiera” come segno di cultura, di supporto alle vittime, ma soprattutto per ricordare i tanti giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine e soprattutto magistrati, come ricorderete le stragi di “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”, e tante vittime innocenti.

Sarebbe bello, però, ricordarne anche le battaglie che gli ultimi magistrati eroi, Falcone e Borsellino, come si leggerà nella sentenza, poi, nella “Trattativa Stato-Mafia”, vengono trucidati, massacrati a via di tritolo a tutto spiano,come se avessero asfaltato una strada con bombe e non con l’asfalto!!!

I colpi inferti alle mafie

Iniziamo col dire che, primo, l’ingresso nel codice penale del “41 bis” voluto fortemente dal Giudice Falcone, e che prevede misure di detenzione speciali introdotte per impedire alla mafia di avere contatti dal carcere con l’esterno, anche se poi come abbiamo visto non ha funzionato completamente, è stato il primo vero colpo che Giovanni Falcone e lo Stato hanno inflitto alle “mafie”ed è questo il primo obiettivo,secondo noi,che tutte le associazioni antimafia devono difendere!!!

Secondo, fu proprio al magistrato siciliano simbolo dell’Antimafia che si deve il colpo micidiale alle mafie, cioè l’emanazione del decreto-legge 15 gennaio 1991, n. 8, ovvero quei provvedimenti volti ad incoraggiare l’utilizzo dei cosiddetti “pentiti” per la risoluzione di importanti e delicate indagini nonché per la formazione della cosiddetta “prova orale” nel dibattimento processuale, ma ancor di più favorire l’uscita dalle associazioni criminali di chiunque, facendoli rientrare nella legge come “collaboratori di giustizia”.

Sentenze con omissis

L’intero procedimento messo a punto insieme ai giudici Ferdinando Imposimato e Antonino Scopelliti, diventò il punto di forza della lotta alla mafia… anche questo punto dovrebbe essere protetto da chi fa antimafia.

Se quanto sopra citato ha contribuito nella lotta alle “mafie”, ma soprattutto in quella che sembrava impossibile (e lo era) la ricostruzione della ‘ndrangheta e dei sodalizi, delle cosche (‘ndrine) e dei loro capi, del loro modo di agire, dei connubi con i politici a tutti i livelli, massonerie varie, giudici, forze dell’ordine, narcotraffico, recupero di più di un milione di euro, come è possibile che sentenze con tanto di omissis siano rese pubbliche, mettendo a rischio quei pochi ex collaboratori di giustizia che appartenevano alla ‘ndrangheta?

Come possibile diventare ex collaboratore e poi partecipare alle indagini, testimoniare, non aver ricevuto quanto contrattualmente prevede la legge sui collaboratori?

Perché, e questa non è la fine della storia, molti vogliono uscire dal programma di collaborazione, come alcuni hanno fatto, per fuggire all’estero in cerca di protezione?

La verità sui collaboratori di giustizia

Qual è la verità sui “collaboratori di giustizia”? Forse sono solo sfruttati e poi “magari” se cercano quanto la legge prevede per fuggire e cercare sicurezza per i loro familiari all’estero,devono essere screditati?

I loro figli, mogli ecc, per la legge italiana sono colpevoli di qualcosa per non essere garantati?

Perché, ad esempio, Luigi Bonanno, Anita, Anna ecc tutti ricercati dalla ‘ndrangheta sono esclusi dal nostro sistema giudiziario?

De Raho, Gratteri, Lombardo ecc, sono a corrente di tale situazione e di queste persone?

Attendiamo con pazienza che qualcuno ci risponda, nel frattempo speriamo che alcune testate giornalistiche calabresi stiano attenti nella divulgazione di alcune notizie, la ‘ndrangheta non scherza! 

Redazione CiSiamo
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