Esponente Lega nei guai: la frase shock sullo stupro

La Lega di Bolzano è finita nei guai per la frase pronunciata su una chat Whataspp con delle dichiarazioni che hanno fatto molto discutere.

Kevin Masocco
Kevin Masocco (foto Facebook)

Un audio che sta scatenando un vero terremoto in Alto Adige perché attribuito, per ora solo in congettura, al consigliere comunale della Lega di Bolzano Kevin Masocco. In quel tape di matrice Whatsapp si sente una voce che dice: «Vieni allo Juwel, c’è una figa da violentare. Adesso ti mando foto».

Cosa è accaduto

E giù con una bestemmia da fare slavina. La registrazione è diventata un vero must in negativo sulle chat della regione e la faccenda si era fatta decisamente più seria dopo che il quotidiano in lingua tedesca Tageszeitung se ne era fatto bouquet.

La registrazione, della durata di circa 7 secondi, è stata attribuita (per ora solo ed esclusivamente secondo le versioni locali) ad una chat interna alla Lega locale.

La frase incriminata

Messa così sarebbe gravissima, anche a voler fare una sacrosanta tara alle versioni che addirittura attribuiscono quell’audio ad uno specifico consigliere. La Lega altoatesina infatti non è nuova ad uscite infelici sul decalogo del politically correct. Solo poco tempo fa il capo gruppo del Carroccio aveva apostrofato come “finocchi” gli appartenenti ai movimento Lgbt.

La faccenda ha ovviamente suscitato una pletora di rimostranze e prese di posizioni ufficiali. Fra essa la prima è stata quella della rappresentante per le pari opportunità, che in merito ha chiesto subito una perizia tecnica sull’audio.

Le parole sullo stupro che fanno indignare

Perizia quanto mai necessaria, dato che il consigliere chiamato in causa ha smentito con forza che quella voce che così soavemente fa dello stupro un mezzo di approccio “convenzionale” possa essere la sua. Il dato empirico però è un altro: che qualcuno quella frase l’ha pronunciata esattamente nel contesto in cui essa è apparsa in tutta la sua trucida inciviltà.

Che poi a dirla sia stato o meno un uomo con incarichi pubblici è aggravante certa di uno sconcio che chiama comunque in causa certe scuole di pensiero che, in Alto Adige, paiono essere ancora gettonatissimo.

Si difende Masocco

Kevin Masocco, attraverso un post su Facebook, ha inteso difendersi dalla accuse. «Sta girando un audio in cui io avrei detto cose ignobili. Chi mi conosce personalmente ha subito capito che la voce non è la mia. Mi spiace molto dover smentire e dovermi giustificare per ciò che non ho fatto.
Da sempre difendo la dignità di tutte le donne e condanno ogni atto di violenza».

«Chiederò al comitato pari opportunità del Comune di Bolzano di attivarsi sempre più per promuovere la dignità della donna. Colgo questa occasione non tanto per difendere la mia reputazione ma per chiedere la tutela per tutte le forme di violenza sulle donne».

«A breve mi recherò a sporgere denuncia e diffido Tageszeitung a continuare a diffondere questa fake news».

Redazione CiSiamo
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