Bambina di 3 anni picchiata dal compagno della madre a Roma, è grave

Una bambina di appena 3 anni è stata picchiata a Roma dal compagno della madre. Adesso si trova ricoverata in gravi condizioni.

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Una bambina di appena 3 anni è stata picchiata a Roma dal compagno della madre. Adesso si trova ricoverata in gravi condizioni al Bambino Gesù. La piccola sarebbe stata trasferita ieri sera dall’ospedale di Genzano dove era arrivata con diverse ecchimosi alla testa, accompagnata dalla madre di 23 anni.

La dichiarazione della madre

La donna ha spiegato che la figlia era stata picchiata dal compagno. 
Dall’ospedale è stata allertata la polizia che ha rintracciato l’uomo e lo ha arrestato per tentato omicidio. La bambina ha riportato un ematoma cerebrale, ma non rischierebbe la vita.

Da quanto si apprende, al momento delle percosse la madre non era in casa. Era uscita per portare le medicine al padre malato. Al suo rientro ha trovato la figlia in condizioni gravi e con ecchimosi, oltre che sulla testa, anche su altre parti del corpo. Il compagno avrebbe subito ammesso di averla colpita più volte.

“Piangeva troppo”

La bambina sarebbe stata picchiata selvaggiamente dal compagno della madre perché chiedeva attenzioni e “piangeva troppo”. Il suo aggressore è un 25enne di origini molisane, arrestato con l’accusa di tentato omicidio dai poliziotti della Squadra Mobile e dai colleghi del commissariato di Genzano.

“Caduta dalle scale”

La madre avrebbe raccontato all’inizio ai medici un’altra versione. “Mia figlia è caduta dalle scale e si è fatta male”. Le sue parole però non hanno convito i medici che subito hanno chiamato le Forze dell’Ordine. Erano evidenti, infatti, i segni delle percosse sul corpo della bambina.

Davanti alla divisa, la madre, in lacrime, ha raccontato una seconda versione. “Non ero in casa. Quando sono rientrata ho trovato mia figlia così”. Ha confessato quindi che ha colpire la piccola è stato il compagno “perché infastidito dal suo pianto”.

Secondo caso in poche settimane

La vicenda riporta alla memoria la notizia del bambino picchiato e ucciso dal patrigno a Napoli. Anche in quel caso è stato fermato il compagno della madre, che si era scagliato sul bambino (e sulla sorella), per motivi futili.

Anche in quel caso, la madre, in un primo momento, aveva tentato di coprire il compagno asserendo che il figlio era stato investito da una macchia.

Redazione CiSiamo
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