Strage di Ustica, confermati i risarcimenti per le vittime

La Prima sezione civile della Corte di Appello di Palermo ha ritenuto in punto di diritto che le responsabilità civili dei due dicasteri debbano essere confermate, rigettando i ricorsi dei rappresentati legali contro la sentenza emessa nel 2016.

Il Dc9 abbattuto a Ustica
Il Dc9 abbattuto a Ustica

Confermata la sentenza contro i Ministeri di Difesa e Trasporti per il risarcimento in sede civile sulla strage di Ustica. La Prima sezione civile della Corte di Appello di Palermo ha ritenuto in punto di diritto che le responsabilità civili dei due dicasteri debbano essere confermate, rigettando i ricorsi dei rappresentati legali contro la sentenza emessa nel 2016.

Quel dispositivo statuiva che a sette familiari delle 81 vittime del misterioso e controverso incidente dovessero essere liquidati 21 milioni di euro. Altri 68 risarcimenti erano già stati stabiliti a seguito di udienze celebratesi nel 2017.

Corte di Appello di Palermo

La corte di Appello di Palermo aveva indicato in un missile la causa oggettiva della distruzione del Dc9 Itavia avvenuta nei cieli di Ustica nel giugno del 1980 e, come stralcio di responsabilità civile, aveva “condannato” i due ministeri per non aver garantito la sicurezza a bordo del volo che da Bologna doveva raggiungere Palermo lungo l”ormai celebre e famigerata avio rotta “Ambra 53”.

Le ipotesi che avevano costituito polpa (e fuffa da depistaggi) nel corso dei decenni in cui si era articolata la tormentata vicenda giudiziaria, cedimento strutturale e bomba, sono state definitivamente scartate. Secondo i legali delle vittime i ministeri avrebbero messo in atto protocolli di reticenza e a volte di omissione in merito alle liquidazioni dei risarcimenti stabiliti dalle numerose sentenze.

Pratiche alternative per i risarcimenti

L’avvocato Daniele Ostano ha pertanto auspicato che questi ritardi che durano da tre decenni ormai possano essere sanati anche attraverso pratiche alternative, come la concessione di vitalizi agli eredi delle vittime della tragedia.

Sul fronte delle eventuali responsabilità civili in merito ai depistaggi messi in atto coscientemente per ritardare l’emergere di una verità penale che ha tenuto l’Italia col fiato sospeso per troppo tempo, la corte ha dichiarato la sopravvenuta prescrizione.

Su quel fronte, procedura alla mano, non c’è più nulla di risarcibile, ma ancora tanto da deprecare eticamente per uno degli scandali più grandi della storia repubblicana.

Redazione CiSiamo
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