Domestico schiavizzato a Roma, preso a bastonate e morso dai cani

Era anche soggetto a umiliazioni di ogni genere. Veniva fatto inseguire da tre molossi e all'occorrenza costretto a coltivare cavolfiori o marjuana.

Scena di The Butler, un maggiordomo alla Casa Bianca
Scena di The Butler, un maggiordomo alla Casa Bianca

Un 40enne bengalese era trattato come uno schiavo da due imprenditori romani residenti a ridosso del parco dell’Appia Antica. Se tardava ad alzarsi dal letto, gli staccavano acqua, luce e riscaldamento. Se chiedeva che si rispettasse il giorno di riposo settimanale veniva bastonato. Era anche soggetto a umiliazioni di ogni genere. Veniva fatto inseguire da tre molossi e all’occorrenza costretto a coltivare cavolfiori o marjuana.

Rinviati a giudizio

I due aguzzini, ieri, martedì 12 febbraio, sono stati rinviati a giudizio dal giudice Andrea Fanelli con l’accusa di violenze domestiche e lesioni. Il domestico ha sopportato per oltre 6 anni vessazioni e due ricoveri. Solo nel 2016, ormai umiliato, aveva optato per la denuncia ipotizzando il reato di riduzione in schiavitù.

Il pm Antonio Calaresu, titolare del fascicolo, valutate le circostanze, ha ricondotto il caso nei maltrattamenti e lesioni personali. “Sono stato assunto nel 2009 per lavorare 4 ore al giorno, ma lavoravo tutto il giorno, tutti i giorni”, ha raccontato il domestico agli investigatori, “e ho sopportato ogni umiliazione finché ho potuto perché non volevo rinunciare a un tetto per me e mia moglie, ma anche a un contratto di lavoro. Tant’è che avevo taciuto quando sono stato morso dai cani, ma degli schiaffi in faccia non ne potevo più. Quando mi hanno bastonato mentre raccoglievo le olive, nell’autunno dello scorso anno, ho sporto denuncia e mi sono licenziato”.

Legame con la marijuana

“Si preparava delle sigarette che puzzavano. Io mi dovevo occupare della coltivazione delle piante”, ha dichiarato il quarantenne bengalese svelando il legame del suo padrone con la marijuana. “La sera dovevo controllarle, innaffiarle e eliminare le foglie gialle. Se trovava qualche pianta malata mi picchiava”.

La ricostruzione è costata al proprietario della tenuta l’apertura di un altro procedimento penale. Ma l’aspetta pure un conto col giudice del lavoro. Il domestico maltrattato rivendica 50.000 euro, tra straordinari, permessi e ferie non godute.

Redazione CiSiamo
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