Camorra, arrestato il figlio di “Chanel” erede del super clan Licciardi

La Squadra Mobile di Caserta ha messo i braccialetti ai polsi di Giuseppe Musella, "il figlio di Chanel".

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Duro colpo messo a segno stamattina presto contro la camorra che aveva ispirato la serie Gomorra. La Squadra Mobile di Caserta ha messo i braccialetti ai polsi di Giuseppe Musella, “il figlio di Chanel”. La procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Napoli aveva messo nei confronti dell’uomo un ordine di carcerazione per associazione a delinquere finalizzata al sequestro di persona ed alla rapina, ma Musella si era sperso latitante dall’ottobre dell’anno scorso e da allora era diventato una sorta di “Primula Rossa” sempre in cima al carnet operativo degli inquirenti, che stamane hanno visto premiato il loro lavoro.

La svolta nelle ricerche

Le ricerche parevano aver trovato un punto di svolta già qualche mese fa quando, grazie anche alle soffiate di alcuni collaboratori di giustizia, il rifugio di Musella era stato individuato presuntivamente in alcune villette abbandonate lungo il Litorale Domitio.

In quelle case diroccata baciate dal mare grigio che orbita attorno alla foce del Garigliano moltissimi latitanti di camorra hanno trovato il loro buen retiro per sfuggire alla giustizia. Quella volta però era andata male: qualcuno aveva avvisato il 47enne “Peppe o’ Niro” che aveva fatto in tempo a sottrarsi al blitz.

Gli investigatori non si erano però scoraggiati ed avevano ricominciato a mettere assieme i pezzi di un complicatissimo puzzle, fino al bingo di stamane. Musella era a Scampia, nel feudo di mammà, in un locale ricavato dall’intercapedine di una delle camere da letto.

Giuseppe Musella

Giuseppe Musella è di casata camorristica “alta”. E’ figlio di Maria Licciardi, la Chanel della serie Gomorra che, nella realtà, con il nom de guerre de “A’ peccerella”, aveva rilevato il potentissimo clan secondiglianese che fu del fratello Gennaro, il super boss detto “A’ Scigna”, morto di setticemia in carcere.

Fu quest’ultimo che battezzò la formula dell’alleanza di Secondigliano, una federazione di clan cioè che mise di fatto fine, per prima, all’egemonia dei grandi clan metropolitani di Napoli e che si schierò, in virtù di una potenza militare spaventosa, contro la Nco di Raffaele Cutolo. Si dice che lo stesso don Lorenzo Nuvoletta, camorrista maranese e mafioso affilato ufficialmente, nonché interlocutore imprescindibile per qualunque traffico o ammazzamento in Campania, temesse i Licciardi e la loro vocazione militare. Da oggi l’ultimo dei delfini di quella potente famiglia è assicurato alla giustizia.

Redazione CiSiamo
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