La Giustizia italiana: cosa c’è che non va. E la politica?

Un viaggio attraverso le falle della Giustizia in Italia con un approfondimento sulla politica del nostro Pasese. Cosa si potrebbe fare?

La Legge in Italia
La Legge in Italia

Dopo un Risorgimento di discussa gloria e due guerre che l’hanno amputato del sangue e delle menti ardite di caduti per quella che si chiamava patria, “questo Paese” alleva sempre troppi “capetti” inadeguati e corrotti. Spesso anche arroganti e rissosi. Poi ci sono i tanti “incompetenti”. Quelli che “non tocca a me”.

Cosa non va in Italia

E le responsabilità scivolano sempre agli altri, così alla fine non tocca mai a nessuno. Però poi, ogni tanto, finite le sfide di petti davanti al plotone, salta fuori comunque un eroe, anche in borghese, per strada, spesso fuori servizio: lascia il braccio della moglie e corre dove lo chiama il cuore. E riscatta l’onore che non usa più.

Sono quei cuori, umili ma ricchi di volontà, di coraggio, gli italiani fieri che riscattano i pavidi, i deboli, gli inetti, gl’incapaci. Tanti.

Così come i bulli, che da quando la scuola non s’alza quando entra il professore, ha ringiovanito un “nonnismo” che c’era solo in caserma. E i tanti prepotenti che spadroneggiano impuniti, anche col “pizzo” e le estorsioni, perché nessuno li ferma.

La Legge latita

Perché, sempre “in questo Paese”, sono arrivati a vette sublimi di colta sapienza giuridica ma spesso di sfida al buonsenso, e alla stessa Legge, sui muri “uguale per tutti”, uomini e donne in toga che vinto il concorso, si sentono a volte anche “sopra” le Leggi. Quelle che “in questo Paese” sono troppe, prolisse, scritte male, sempre frettolosamente, senza le debite riletture di bozza e di merito, piene di riletture, rimandi e codicilli, che le rendono sempre difficili da leggere, e da applicare “interpretando”.

Un sistema da cambiare

Così ogni diverso giudice è portato a giudicare “l’uguale” secondo le sfumature del sentire suo e il comodo della sua parte, una parte che peraltro secondo un codice di terzietà, non dovrebbe né avere né seguire.

Così le Procure, e i loro giudici, spesso si contraddicono, imputano o archiviano, il “presunto” reato in un girotondo senza finale, che coinvolge l’intero sistema, come sta accadendo in questi giorni: un giudice, sospinto dall’obbligo dell’azione penale indaga, va di presenza sul luogo, non ravvisa tracce di reato, e archivia.

Le interpretazioni su un caso

Un altro giudice, in servizio a meno di 50 chilometri, invece ravvisa, e mette in stato d’accusa con notizia di reato una persona da mandare a processo: addirittura il Ministro dell’Interno, l’istituzione che regola il paese.

I problemi della Giustizia in Italia

Suscitando un vespaio tra politici, Tribunali e organi dello Stato, fino al Senato della Repubblica, coinvolgendo in un incredibile girotondo politica nazionale e istituzioni, che nella ricerca della più corretta interpretazione, traballano, bloccando ogni “fare”, nonostante le urgenze, secondo i mille punti di vista dei mille uomini che stanno interpretando. Coinvolgendo nuovamente la Magistratura che chiede, alla fine, la comprensione nostra di cittadini, e la stessa Giustizia che non si capisce più da che parte stia.

Nonostante, negli ultimi tempi, abbia scoperchiato pentolini pieni di diamanti e affari di sesso tra i legni lucidi dei banchi di giudizio, e addirittura insospettabili e indegne corruttele dentro il Consiglio di Stato: “capetti” e corrotti anche a Palazzo di Giustizia.

Un Paese che non viaggia per come dovrebbe

Questa Italia è uno strano Paese, forse il più bello e straordinario del mondo, ma forse proprio per questa straordinarietà sempre distratto, vago, frivolo e creativo, ma mal impegnato nelle cose serie: crede “nelle stelle”, che ha adottato in grande nello stemma nazionale e piccoline sulle uniformi delle Forze Armate e di quelle dell’Ordine, ormai attaccate in piazza con sassi, tubi e bottiglie.

Un grande Paese che crede anche nella provvidenza, che tutto aggiusterà, forse l’inverno prossimo, dopo le vacanze estive. Come le cicale che friniscono per tutta la loro l’estate.

Cosa fa/non fa la politica?

È così che la classe dirigente in politica, quella eletta dal popolo, a pareggiare le incertezze dei magistrati mette in campo i suoi “statisti” di calibro italico, forti e decisi, che negli ultimi cinquant’anni hanno preparato un pacco-regalo per i “posteri”, i loro, e i nostri nipoti.

Il Debito Pubblico più alto al mondo: 2mila e tra i trecento e quattrocento miliardi di euro, su cui ogni anno che passa si somma il corrispondente di tre/quattro “manovre”, quelle che non riescono mai a trovare tutte le coperture che servono.

Il popolo…. è sovrano

E a nessuno sembrano tremare i polsi. Tanto alle prossime elezioni il popolo sovrano passerà ad altri la patate bollenti. E vai… Ci sono anche le formiche, piccoli e piccolissimi risparmiatori con piccoli capitali che non vale la pena di portare in Svizzera o nel Lussemburgo, che nei loro libretti postali e conti correnti minori hanno depositi che sommano secondo i dati più recenti, più del doppio del debito nazionale, non considerando quanto altro ne possano tenere sotto i materassi.

Le fazioni di carattere politico

Ma intanto quell’evidenza nota e certificata serve a giustificare e a far aumentare il debito di tutti, mentre si continua a discutere della “manovra” italiana, anche dopo averla approvata in Parlamento, come stabilisce la Costituzione.

Sostiene Pansa, vecchio conoscitore di fazioni contrapposte e controverse azioni politiche, che un prossimo governo dovrebbe mettere insieme veri e capaci esperti insieme ai militari. Speriamo non finisca così.

Redazione CiSiamo
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