Scontro Italia Francia: Air France si sfila da Alitalia

Il motivo che avrebbe fatto scatenare tutto deriverebbe dalla notizia del ritiro dal parte del governo francese di richiamare il proprio ambasciatore a Roma alla luce delle tensioni con l'Italia.

Lo scontro fra Francia e Italia ha fatto una prima vittima. Air France ha deciso di sfilarsi dal tentativo di salvare l’Alitalia. La decisione, si legge in una nota, è dovuta “a motivi politico-istituzionali“.

Il motivo che avrebbe fatto scatenare tutto deriverebbe dalla notizia del ritiro dal parte del governo francese di richiamare il proprio ambasciatore a Roma alla luce delle tensioni con l’Italia. La mossa, se confermata, complicherebbe la ricerca di un partner industriale per Fs nell’operazione che punta al rilancio della compagnia aerea.

Intanto Alitalia continua a bruciare la cassa del prestito ponte da 900 milioni. Air France ha però per ora preferito non commentare l’indiscrezione riportate a mezzo stampa.

Le parole di Luigi Di Maio

Il ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio ha tuttavia escluso che la decisione francese sia legata allo scontro in corso tra i due Paesi. “Le informazioni su Air France che avevo sono precedenti a questa vicenda. Io sto seguendo il dossier Alitalia da diversi mesi e l’entusiasmo di Air France non si è raffreddato adesso. Non a caso il lavoro che sta facendo Trenitalia riguarda altri partner privati”.

Le opposizioni

Di tutt’altro avviso le opposizioni: “Si dissolvono come neve al sole i piani di Di Maio su Alitalia e si avvicina sempre più la nazionalizzazione. Un macigno per le casse pubbliche in questa fase di recessione e di ulteriore crescita del debito pubblico provocate dal governo gialloverde. A cinquanta giorni dalla chiusura del negoziato Fs manca ancora il partner industriale e il piano di ristrutturazione, prosegue solo il prosciugamento quotidiano della cassa”. Lo dichiara il deputato Maurizio Carrara, responsabile Industria di Forza Italia alla Camera.

“Il ministro Di Maio – continua – nel mese di ottobre ci aveva assicurato che c’erano tanti partner interessati ad Alitalia e bisognava solo scegliere. Noi non li abbiamo ancora visti. Nel frattempo l’ex compagnia di bandiera italiana fra 140 giorni deve restituire il prestito ponte di ben 900 milioni ed è sotto la lente Ue sia per gli aiuti di stato sia probabilmente per le operazioni di fusione. L’incompetenza e l’incapacità di Di Maio ritarda e aggrava il dossier Alitalia danneggiando ulteriormente la nostra economia”.

Redazione CiSiamo
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