Manuel Bortuzzo, il suo audio: “Tornerò più forte di prima”

Il nuotatore, rimasto paralizzato, dopo essere stato colpito sabato notte all'Axa da un proiettile, ha parlato per la prima volta dal letto di ospedale in cui è ricoverato.

Manuel Mateo Bortuzzo, il giovane ferito a Roma
Manuel Mateo Bortuzzo, il giovane ferito a Roma

Manuel Bortuzzo in un audio, postato sulla pagina Facebook TutticonManuel‘, parla per la prima volta dal letto dell’ospedale. “Se potessi vi abbraccerei uno a uno tutti quanti – dice-. Io vado avanti adesso per la mia strada. Vedrete che torno più forte di prima”.

Il nuotatore, rimasto paralizzato, dopo essere stato colpito sabato notte all’Axa da un proiettile, ha parlato per la prima volta dal letto di ospedale in cui è ricoverato. “Ciao a tutti ragazzi, qui è Manuel che vi parla. Come potete sentire dalla voce sto bene, non mi aspettavo tutta questa calorosità da parte vostra”.

C’era premeditazione

Da quanto ricostruito dalle forze dell’Ordine, c’era premeditazione da parte degli assalitori. Un video, infatti, li immortalerebbe mentre richiamano l’attenzione di Manuel e della fidanza. Subito dopo gli sparano, ferendolo.

Ai colpevoli per il ferimento di Manuel viene contestato il tentato omicidio aggravato dalla premeditazione dai motivi abietti. I pm hanno trasmesso la richiesta di convalida del fermo al che ora dovrà fissare l’interrogatorio di Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano. Rischiano così una condanna che varia dai 7 ai 20 anni di reclusione.

I magistrati legano la premeditazione alla decisione di tornare sul luogo della rissa dopo essere andati a prendere la pistola.

I colpevoli

Siamo distrutti, vogliamo chiedere scusa alla famiglia di Manuel, con una lettera che manderemo ai genitori”. Lo fanno sapere tramite i loro difensori Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, i due giovani fermati per il ferimento di Manuel Bortuzzo.
Come spiegano i legali, i due fermati volevano costituirsi già da domenica e per questo avevano contattato l’avvocato. “Avevano un peso sulla coscienza” riferisce l’avvocato De Federicis. In particolare, Lorenzo Marinelli ha dichiarato e fatto mettere a verbale: “Io mi sono costituito e vado in carcere perché è giusto che Manuel abbia giustizia”.
Bazzano, che ha pianto durante tutto l’interrogatorio, non sapeva della pistola, e dopo che Marinelli ha sparato gli ha detto: Ma che hai fatto?. E l’amico gli ha risposto: Portami a casa da mio figlio.

L’interrogatorio

Alle 11 dell’8 febbraio si è tenuto nel carcere di Regina Coeli, di fronte al gip, l’interrogatorio di Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano. Per i due il reato contestato è quello di tentato omicidio con l’aggravante della premeditazione. Secondo un testimone, i due dopo aver sparato avrebbero riso, e avrebbero gridato: “E ora questa piazza è nostra“. Questa ricostruzione dei fatti è quanto i due avrebbero dovuto spiegare al gip. Ma Marinelli e bazzano si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

“Non hanno risposto alle domande del gip, perchè quello che avevano da dire lo hanno già detto mercoledì sera in Questura“, ha spiegato l’avvocato Giulia Cassaro. “Stanno male per quanto hanno fatto, come hanno già dichiarato l’altra sera”, ha ribadito poi il legale

Non camminerà mai più

A 48 ore dall’intervento a cui Manuel è stato sottoposto, durante una conferenza stampa, il Professore Alberto Delitala, responsabile della Neurochirurgia del San Camillo, aveva dichiarato: “C’è una lesione del midollo completa. Questo vuol dire che al momento consideriamo che non possa esserci una ripresa funzionale del movimento delle gambe”. Poi aveva aggiunto che “il decorso post operatorio è soddisfacente, le condizioni sono stabili, è ancora sedato e con ventilazione artificiale, e contiamo di risvegliarlo nei prossimi giorni, ma da studi effettuati il paziente ha perso la mobilità “.Il ragazzo data la vicinanza dell’intervento è ancora sedato e ancora sottoposto a ventilazione meccanica artificiale , ma i medici “se il decorso continua senza complicanze, pensiamo nei prossimi giorni di tentare una riduzione della sedazione e un risveglio graduale del ragazzo”.

La vittima

Vittima degli spari che hanno tenuto svegli gli abitanti del quartiere di Roma, è un giovane di Treviso, Manuel Mateo Bortuzzo. Il ragazzo, promessa del nuoto, si allenava nel centro federale di Ostia. Dopo essere stato trasportato all’ospedale Grassi di Ostia è stato trasferito al San Camillo.

“Ho quattro figli – racconta il padre – tutti e quattro nuotatori. Sono riuscito a portare mio figlio Manuel a fare parte del Centro Olimpico di Roma. Ho sempre cercato di toglierli dalla strada e oggi sono vittima di una cosa che è successa su una strada: una cosa che ha dell’incredibile nel 2019″.

Promessa del nuoto

Manuel Bortuzzo, nato a Trieste nel 1999, è cresciuto nel Team Veneto ed è tesserato per la società Aurelia Nuoto di Roma. Alto ben un metro e 90, risiedeva presso la foresteria del centro sportivo delle Fiamme Gialle di Castelporziano.

Alcune volte si è allenato con campioni come Gregorio Patrinieri, Gabriele Detti e Domenico Acerenza. Si stava specializzando nei 400 e 1500 che intendeva nuotare ai campionati assoluti dopo una stagione condizionata dalla mononucleosi e priva dei risultati cui ambiva.

Il presidente della Federnuoto Paolo Barelli si era immediatamente attivato affinché venisse garantita al giovane atleta la massima assistenza.


Redazione CiSiamo
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