Maltrattamenti bambini a scuola: quasi tre anni per dare il via al processo

La vicenda risale al 2016 ma il processo ha avuto inizio dopo alcuni anni. Richiesto un risarcimento per i maltrattamenti, da parte dei genitori, al Miur.

Maltrattamenti bambini
Maltrattamenti in provincia di Caserta

Maltrattamenti a scuola sui bambini, è iniziato il processo a carico di un’insegnante di Caserta, con i familiari delle presunte vittime che hanno citato il Ministero a comparire in aula come responsabile civile. Imputata è la 64enne R.V., insegnante presso la scuola elementare “Giovanni Falcone” di Recale.

Maltrattamenti ripetuti

La donna venne arrestata nel maggio del 2016 a seguito di segnalazioni dei genitori che avevano consentito agli inquirenti di accertare come la docente si fosse resa responsabile di maltrattamenti, insulti e minacce.

In alcuni casi la documentazione probatoria istruita dagli operanti sulla donna aveva addirittura permesso di evidenziare come in alcune occasioni avesse strattonato con violenza e tirato per i capelli alcuni alunni, provocando ad uno di essi, una bambina, una lesione alla spalla.

La questione dei filmati

Tutti elementi desunti dalle riprese video e dai tape audio che gli inquirenti della Polizia Giudiziaria avevano raccolto dopo aver attenzionato gli ambienti in cui operavano la docente e quella prima classe. Le segnalazioni, in quel caso, erano partite non solo da alcuni dei genitori, ma anche dalla stessa dirigente scolastica a cui gli stessi si erano rivolti.

Il fascicolo della Procura era perciò sfociato, in procedura, nell’ordinanza di arresto per la donna, mitigata in varie forme attenuate, nella chiusura delle indagini e nel rinvio a giudizio disposto dal Gup. La maestra meritava il processo ed avrebbe dimostrato in aula la sua innocenza (in Italia il processo non è accusatorio).

Chiesto risarcimento al Miur

La prima udienza, quella di incardinamento con le questioni preliminari e con la presentazione delle liste testi, ha però riservato un colpo di scena: su input dei legali delle parti civili ammesse a processo, i genitori delle presunte vittime, il Miur sarà responsabile civile in aula.

In buona sostanza il Ministero sarà responsabile, in quanto datore di lavoro dell’imputata e in caso di condanna, del risarcimento nella giusta sede processuale secondo quello che sarà eventualmente stabilito nel filone penale.

Redazione CiSiamo
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