Scritte antifasciste sui muri di un cinema trentino che aveva proiettato “Red Land”

Nel locale era stata data visione della pellicola "Red Land - Rosso Istria", che tratta delle uccisioni di massa che le truppe jugoslave di Tito misero in atto nei confronti degli italiani presenti nelle terre "irredente".

Red Land - Rosso Istria
Red Land - Rosso Istria

Blitz notturno in un cinema di Trento, dove ignoti hanno imbrattato le pareti del locale con scritte antifasciste dopo che, il giorno prima, in sala era stato proiettato un film sulle foibe. E’ polemica aperta dopo il raid vandalico contro il cinema Astra di Corso Buonarroti.

Red Land – Rosso Istria

Nel locale era stata data visione della pellicola “Red Land – Rosso Istria”, che tratta delle uccisioni di massa che le truppe jugoslave di Tito misero in atto nei confronti degli italiani presenti nelle terre “irredente”, ritrovatesi schiacciate fra le pulsioni di annessione dello stato comunista e la connotazione etnica tricolore.

In particolare il film in proiezione apre uno spaccato sull’uccisione dell’universitaria italiana Norma Cossetto, iscritta alla Guf, Gioventù universitaria Fascista. Il regista Maximiliano Bruno aveva affrontato il tema venti anni esatti dopo un’altra pellicola il cui tema era stato quel tragico momento della storia nazionale, Porzus.

Tema che da sempre tira in ballo, quello delle foibe, posizioni serenamente critiche sul ruolo completamente “benefico” di alcune frange della Resistenza, in particolare di quelle che cooperarono con le truppe titine, le cui brutalità nelle doline carsiche sono ormai storicamente accertate.

Campagna di sensibilizzazione di Casapound

A innescare poi la “miccia” era intervenuta anche una forte campagna di sensibilizzazione e invito ad andare a vedere il film da parte di Casapound, che aveva diffuso un messaggio social dai toni perentori: “Dopo troppi anni di silenzio voluto da una politica codarda, grazie anche al nostro interessamento, sarà possibile vedere questa coraggiosa pellicola, che squarcia il velo di indifferenza su una delle pagine più tragiche della nostra storia”.

A ben vedere e scavalcando le posizioni di chi lo aveva postato, un invito congruo, non foss’altro per l’obiettività del fenomeno, riconosciuto anche come solennità nazionale dal 2004 con una apposita legge, la 92 del 30 marzo.

Non è bastato: nella notte ignoti hanno imbrattato le pareti del cinema con scritte inequivocabili: “Nessun ricordo per i fascisti di ieri né spazio per i fascisti di oggi. Norma Cossetto era fascista. Fascisti carogne, ora e sempre resistenza”.

Già a Pordonone, a fine 2018, i comunisti avevano effettuato un volantinaggio contro il film, ma allora la polemica aveva investito ambiti ideologici che non erano tracimati in atti di inciviltà diretta. Stavolta non è andata così. Per certe cose l’Italia non è divisa in due sulle idee, ma sul modo per esprimerle.

Redazione CiSiamo
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