Ricovero ospedaliero impossibile: un resoconto

Il racconto di un - tentato - ricovero in Ospedale, tra rifiuti e assistenza assicurata "in branda".

Bimba morta in ospedale
Bimba morta in ospedale

Dopo le ispezioni del Ministro/a Grillo anche CiSiamo.info è andato al Pronto Soccorso: Roma, venerdì 31.1. 2019, ospedale S. Andrea.

Un “ecocolordoppler” di routine rileva qualche dubbio diagnostico. La soluzione prevede ulteriori esami, in ricovero ospedaliero, con infusione venosa di liquido di contrasto e consiglia il ricovero urgente, anzi immediato: c’è un letto pronto! L’invito, da parte dei cinque medici intervenuti nella saletta di visita– un vero consulto- è il ricovero immediato. C’è il letto, domani chissà.

Domani è sabato, 1°febbraio, impegni urgenti e indifferibili impongono il rifiuto del ricovero e il ritorno, pensoso, cinquanta chilometri più a nord, a casa.

Domenica 2. Assolti e liberati il giorno prima impegni e incombenze programmati, visto anche il giorno festivo che potrebbe aver liberato le stanze, preparazione della partenza. Pronto un trolley: biancheria di ricambio, asciugamani, sapone e spazzolini, pettine, pigiama, accappatoio. Poi l’angolino culturale e quello tecnologico: 3 libri non troppo spessi, un paio di settimane enigmistiche inusate, 2 penne bic, il caricabatterie del telefono e il prezioso “power bank”. Non si sa quanto durerà il soggiorno.

Poi, anticipato il piatto di spaghetti meridiano, attento agli orari che la domenica sono ridotti all’osso, il viaggio in Cotral regionale, la navetta di Atac, e finalmente, nel primo pomeriggio, dopo un caffè al bar, piano interrato –2, gli sportelli, e la presentazione dell’ impegnativa “urgente” del medico dello stesso ospedale al “Triage” di Pronto Soccorso, deputato anche all’accettazione nei reparti, alle stanze, ai letti.

Ai quali questa “benedetta” domenica aspirano altri 8/9 “aspiranti pazienti” al medesimo reparto, più molti altri in attesa di un qualunque letto Indifferenziato, richiamati nel grande ospedale di Roma-Nord dal picco influenzale di questo gelido inverno, dall’incendio che ha reso in parte inagibile il S. Pietro dei Fatebenefratelli sulla Cassia.

Conclusione: molti altri pazienti, alcuni in “paziente” attesa, qualcuno scalmana, mentre le ambulanze arrivano. La proposta della gentile, cortese, professionale infermiera del Triage è una barella in sosta in Pronto Soccorso nell’attesa di un letto eventualmente libero in reparto. Comunque cure, farmaci, assistenza assicurati “ in branda”.

Nuovo rifiuto, nuovo viaggio di ritorno. Sperando che la carotide regga ancora.

Redazione CiSiamo
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