Don Luigi Ciotti, comune della Lega vieta di parlare di migranti e mafia

Il fondatore di "Libera" Don Luigi Ciotti sarebbe dovuto intervenire a una manifestazione nel teatro comunale di Oderzo. Qualcosa, però, non è andata bene.

Don Luigi Ciotti
Il fondatore di "Libera" Don Luigi Ciotti

Don Luigi Ciotti e il divieto di parlare della mafia e dei migranti. All’uomo che tutela in Italia la legalità è stato imposto di non parlare a Oderzo all’interno di un teatro comunale. Nella cittadina, situata nella provincia di Treviso, è stato negato il patrocinio municipale.

Negato il patrocinio,

Gli organizzatori della manifestazione si sono dovuti rivolgere al Teatro dell’Istituto religioso “Brandolini” per trovare ospitalità. Doveva essere una delle tappe di avvicinamento per la giornata dedicata alle vittime di mafia, in programma nel mese di marzo. I promotori non hanno inteso diffondere il verbo.

Il post di un volontario

La notizia, infatti, è trapelata soltanto per mezzo del post di un volontario dell’Unione Italiana Ciechi che ha scritto: «Mi informano che il Sindaco ha preteso per concedere patrocinio e spazio, un’assicurazione del relatore che non avrebbe affrontato temi relativi ai migranti e simili. Naturalmente l’impegno non è stato firmato».

Cosa non va a Oderzo, parla il Sindaco

Il problema dei migranti è sentito nel paese in quanto all’interno della caserma “Zanusso” sono presenti 260 richiedenti asilo. L’attuale Sindaco è Maria Scardellato, leghista, eletta nel giugno 2016.

«Non ho mai preteso assicurazioni scritte dai relatori. Per dare qualsiasi patrocinio – dichiara il primo cittadino – devo avere l’assicurazione, anche verbale, che l’incontro non avrà risvolti politici. In questo caso sarebbe necessario un contraddittorio. Ma chi si potrebbe mandare a fare da contraltare a don Ciotti, fondatore di “Libera”, che parla della mafia? È piuttosto arduo solo ipotizzarlo».

Don Luigi Ciotti, la risposta di chi si oppone alla scelta

Andrea Zanoni, consigliere regionale nel Veneto del Partito Democratico, ha inteso denunciare la situazione. «Questa è l’ultima battaglia di inciviltà della Lega, un provvedimento vergognoso. Al di là della beffa per gli organizzatori – dichiara Zanoni – che hanno dovuto noleggiare una sede alternativa a pagamento, vorrei sottolineare come don Ciotti rappresenta un orgoglio per il nostro Paese».

«Davvero una persona con la sua storia ha bisogno di fornire garanzie sugli argomenti di cui andrà a parlare? Queste sono censure da regime».

Lo stesso concetto è stato ribadito da Nicola Pellicani (Pd) membro della Commissione Parlamentare Antimafia. «Una vera e propria censura nel cuore del Nordest che, come ha ricordato più volte don Ciotti, è un territorio in cui è sempre più radicata la presenza di mafie e organizzazioni criminali».

«Non si manifestano più con azioni intimidatorie, ma attraverso riciclaggio, spaccio di droga e penetrazione nelle aziende più fragili».

Redazione CiSiamo
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