Stadio di Roma, la procura ne vuole 15 a processo

Il Procuratore aggiunto Paolo Ielo ha formalizzato, con il 416 cpp relativo al fascicolo di indagine, il raggiungimento di elementi sufficienti per chiedere il rinvio a giudizio del gruppo.

Stadio di Roma, processo per 15 persone
Stadio di Roma, processo per 15 persone

Per la vicenda giudiziaria dello stadio di Roma la Procura di Piazzale Clodio ha chiesto formalmente all’ufficio Gup il processo per 15 persone indagate a suo tempo per i presunti illeciti sull’iter di realizzazione dell’impianto sportivo.

Associazione a delinquere, illecito finanziamento e corruzione: questi i profili penali che, a diverso titolo, gli inquirenti hanno “cucito” addosso agli indagati; che la “prova sartoriale” riesca o meno questo sarà competenza esclusiva della magistratura preliminare, che in procedura funge di filtro fra l’indagabilità e la processabilità di un cittadino.

Nomi eccellenti

Il Procuratore aggiunto Paolo Ielo ha formalizzato, con il 416 cpp relativo al fascicolo di indagine, il raggiungimento di elementi sufficienti per chiedere il rinvio a giudizio del gruppo. Fra di loro spiccano sia nomi eccellenti già emersi nel corso della fase più eclatante dell’inchiesta che sconosciuti (ai media) con ruoli comunque indicati come funzionali agli illeciti contestati: l’ex vice presidente del Consiglio regionale Adriano Palozzi, l’ex assessore alla Pisana Michele Civita, il sovrintendente ai Beni culturali di Roma Francesco Prosperetti, Claudio Santini, ex Capo gabinetto del Mibac, il funzionario all’Urbanistica Deniele Leoni, l’architetto Paolo Desideri, l’amministratrice di una società di media, Vanessa Ababire, Giampaolo Gola, assessore allo sport del X Municipio, l’imprenditore Luca Parnasi con il suo staff tecnico e Davide Bordoni, capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Roma.

Cardine dell’intero meccanismo sarebbe, secondo la tesi della Procura che verrà valutata, proprio Parnasi. A lui viene attribuito il tentativo di interferire con fini di lucro del masterplan del progetto. Una conferenza dei servizi apposita aveva visto l’approvazione dello stesso a febbraio 2018, poco prima che scoppiasse la parte viva del casino giudiziario e mediatico legato allo stadio.

I due binari procedurali

Il faldone generale ha altri due binari procedurali paralleli: quello legato alla figura di Luca Lanzalone, ex presidente di Acea, che verrà processato con giudizio immediato, senza cioè il “filtro” del Gup ma con l’evidenza della prova accertata (con lui anche il commissario Ipa Fabio Serini) e quello che aveva visto gli inquirenti stralciare in un apposito fascicolo autonomo la tranche dell’inchiesta che sta prendendo in esame i rapporti fra politica e imprenditori interessati al progetto, rapporti esplicitati in un presunto “mazzettone” da quasi 400mila euro incanalato, in assoluta e preliminare ipotesi investigativa, nella disponibilità di fondazioni vicine a Pd e Lega e di un misterioso esponente dei Cinquestelle.

Redazione CiSiamo
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