Clan Fasciani a Ostia: Cassazione conferma l’associazione a delinquere

La Cassazione ha posto il suo sigillo sulla sentenza della Corte d'Appello che riguarda il clan Fasciani di Ostia.

Ostia
La Cassazione haonfermato l'associazione a delinquere del clan Fascinai a Ostia

Il clan Fasciani di Ostia è un’organizzazione mafiosa a tutto tondo. Lo ha sentenziato il processo di Appello numero due contro il sodalizio malavitoso del litorale romano che si concluso con pesantissime condanne: 13 condanne per 160 anni di carcere complessivi. Viene così certificato, in punto di diritto, il teorema dell’accusa scaturito dalle battaglie giornalistiche della cronista di Repubblica Federica Angeli, che sulle male romane a bagnomaria nel Tirreno e con gli occhi “ar cupolone” aveva condotto inchieste talmente scottanti ed incisive da “meritarsi”, in poco lusinghiera accezione, la protezione dell’Ucis per le minacce ricevute.

Il processo

Il processo conclusosi ieri, in seconda tornata di corte di Appello, ci era arrivato dopo un percorso che sembrava aver sconfessato il teorema dell’associazione a delinquere come imprinting operativo delle gesta del clan. C’era stato un primo appello infatti, dopo la sentenza di primo grado che a quel 416/bis aveva messo suggello, che l’associazione mafiosa l’aveva clamorosamente bocciata. A quel punto l’intero impianto processuale, e con esso una linea concettuale di valutazione delle gesta dei gruppi a trazione rom del litorale romano, era rimasto in bilico: in che misura le azioni criminali del patriarca Carmine Fasciani e dei suoi accoliti-famigli avevano inciso su un disegno criminale di ampio respiro, che prevedeva anche un vincolo associativo e precise incursioni nella Roma del “Mondo di mezzo” scoperchiata dalle azioni di Massimo Carminati?

La conferma della Cassazione

A ricompattare il tutto, in punto di diritto ovviamente, ci ha pensato la Cassazione. I giudici con la toga di ermellino di Piazza Cavour, come noto, non entrano nel merito delle sentenze, ma si esprimono sui criteri con cui si è arrivati ad esse, sulla loro congruità procedurale in pratica. E la Cassazione ha riconosciuto che, in applicazione dell’omogeneità dei giudicati, il cappello dell’associazione a delinquere ci sta tutto. Qui si va oltre la procedura attraverso la medesima: a sulle spiagge romane la mafia esiste e porta i nomi delle genealogie rom di sempre.

Il commento di Federica Angeli

Federica Angeli ha pubblicato un tweet commosso, a metà fra sfogo e soddisfazione: “Ad Ostia esiste la mafia. Non ero la visionaria dunque. Piango e sorrido inseme”. Soddisfazione espressa anche dalla sindaca Raggi, che ha ringraziato forze dell’ordine e magistratura.

Redazione CiSiamo
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