Rosita Celentano offende gli autistici dalla Venier, poi però si scusa

"Sembravamo quattro autistici". Il binomio Celentano-polemiche colpisce ancora, anche se stavolta l'assioma è passato non per il Molleggiato e per i suoi plumbei special in tv, ma per la di lui figlia Rosita.

Rosita Celentano
Rosita Celentano

“Sembravamo quattro autistici”. Il binomio Celentano-polemiche colpisce ancora, anche se stavolta l’assioma è passato non per il Molleggiato e per i suoi plumbei special in tv, ma per la di lui figlia Rosita, che ha scatenato un putiferio con una frase che rimanda all’autismo come parametro assoluto di imbecillità. O almeno che così è stata letta dagli utenti legittimamente idrofobi dei social che l’hanno ascoltata.

Marker della stupidità

Siamo onesti, questa storia di fare la tara sociologica ad ogni affermazione pubblica di pubblico personaggio per vedere se entra nel vestitino acconcio ma stretto stretto del politically correct, qui in Italia ha un po’ grattugiato, ma non in questo caso.

Non in questo perché il problema dell’autismo non risiede tanto nella triste connotazione della malattia, quanto piuttosto nell’associazione di idee quasi istintiva – fra il medesimo e l’idiozia – che chi la enuncia fuori di contesto medico fa. E lo fa toppando. L’autismo è un disturbo della comunicazione, non un marker della stupidità.

Domenica In

Detto questo, gli strali dei media sono arrivati a Rosita Celentano durante la trasmissione Domenica In. Invitata a casa Venier per la puntata spottone sul Festival di San Remo e titillata dalla matrona veneta per offrire al pubblico in narcolessia un armarcord sulla sua esperienza sanremese, la Celentano ha ricordato alcune gaffes di cui fu autrice con alcuni colleghi nel’edizione dell’89.

Dire gaffe e pensare autismo pare essere diventato per alcuni accostamento istintivo et voilà, eccoti la frase che ha fatto saltare il banco: “Sembravamo quattro autistici”.

Le scuse di Rosita

Dilemma per riempire righi, dire nel raccontare di una tua cappellata che “sembravi uno scemo” pare non faccia più tendenza. Perché scemo non fa figo e non dà alla tua asserzione quel tono colto e ridanciano assieme? Perché è un po’ come da ragazzini quando, nella beata idiozia dei tuoi 14 anni, davi all’amico dello “spastico” a sottolineare che di peggio non c’era? Perché semplicemente ti è venuta e maledizione alla diretta? La terza pare essere l’ipotesi più plausibile.

Ragionare sulle cause però quando hai già gli effetti belli spiattellati davanti al grugno è inutile. Le scuse di Rosita ad onor del vero sono state tempestive e sincere: “Purtroppo ho usato una parola, mi è sfuggita, quindi chiedo scusa, non era veramente mia intenzione offendere nessuno, a volte ci sono dei modi di dire nella vita di tutti i giorni. Chiedo scusa se qualcuno si è sentito veramente colpito direttamente. Mi spiace, mi spiace veramente. Le persone direttamente interessate se ne accorgono. Non era voluta”. Se solo in famiglia qualcuno la emulasse sul caso Napoli-mafia sarebbe un bell’en plein.

Redazione CiSiamo
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