Fiammetta Borsellino a Che tempo che fa da Fazio cerca ancora “verità”

Fiammetta Borsellino, ospite a Che tempo che fa , programma condotto da Fabio Fazio, parla senza mezzi termini per esprimere – dopo 25 anni – la negazione della verità.

Fiammetta Borsellino
Fiammetta Borsellino

Cerca “verità” Fiammetta Borsellino, la figlia più piccola del giudice Paolo, lontano dalle commemorazioni e dalle liturgie antimafia, come la stessa ha dichiarato, ieri ospite a da Fazio a Che tempo che fa. «Non mi fido di chi si espone alle liturgie dell’antimafia.»

Ritorna a parlare del processo che in Via D’Amelio ha visti uccisi, a causa di una fiat 126 carica di tritolo, il padre e gli uomini della sua scorta in via D’Amelio.

Trattativa Stato-Mafia

Non gli va giù del mistico di “servizi e mafia”, quel depistaggio venuto fuori dalla sentenza sulla “Trattativa Stato – Mafia”, ma soprattutto non ci va giù a noi tutta quella documentazione divisa in faldoni e nascosta agli stessi giudici con tanti “segreto”, “segretissimo”,”censurato”,”confidenziale” ecc ecc.

Quei rapporti segreti del SISDE e una parte delle forze dell’ordine, quegli uomini dei segreti tra le fila della giustizia ordinaria, cosa ci facevano?Perché non servivano informazioni a quel “pool antimafia” anziché nasconderli?

Ed ancora.

Quali informazioni estorcevano o si facevano confidare dai boss o gregari delle “mafie” presso gli istituti di reclusione?

Non abbiamo dimenticato quella lettera che ricevette il “boss di cosa nostra” Totò “u curtu” Riina, firmata “Falange Armata”, è recapitata al carcere Opera di Milano dove il boss era rinchiuso al 41Bis.

Nella lettera si riportava quanto segue:Chiudi quella maledetta bocca, ricordati che i tuoi familiari sono liberi” e poi “Per il resto ci pensiamo noi, stai tranquillo!”. Ovviamente la lettera non è giunta al destinatario perché, come sanno anche i bambini, la posta recapitata al 41Bis viene sempre controllata ; ed è un elemento importante per capire il primo scopo della cosiddetta “Falange Armata” (fonte Agoravox)

Il messaggio non è per Riina, ma per il mondo esterno che inevitabilmente passa attraverso i mass media e giornali.

Ha ragione, Fiammetta, a ribadire il concetto di verità in tutti i modi più comprensibili possibili: «È come se durate una partita di calcio a un certo punto i giocatori avessero iniziato a correre dietro a un pallone tirato in campo dall’esterno, diverso per peso e colore da quello regolare, e che la partita sia stata portata a termine seguendo proprio quel pallone. È che solo molto dopo, a giochi ormai chiusi, qualcuno abbia detto che quel pallone non era quello giusto». 

Fiammetta Borsellino, ospite a Che tempo che fa , programma condotto da Fabio Fazio, parla senza mezzi termini per esprimere – dopo 25 anni – la negazione della verità.

«Non c’è stata mai alcuna restituzione dal Csm e credo che dopo 25 anni passati compromettendo quasi per sempre la possibilità di arrivare alla verità credo che non si possa lasciar passare neanche un giorno». Ed ancora «Una grossissima mole di anomalie e di omissioni che hanno caratterizzato le indagini ma anche i processi. A mio padre stavano a cuore i temi degli appalti, dei potentati economici, eppure il dossier su mafia e appalti fu archiviato il 20 luglio, a un giorno dalla strage. Ci saranno sicuramente state delle ragioni, ma io non le ho mai sapute».

Il “gancio” di Fiammetta

Un “gancio”, tanto per capire la pugile -guerriera che è Fiammetta, a chi dietro l’antimafia ha paura di fare nomi e indagare a fondo per scoperchiare la pentola.

«Né io né tutta la mia famiglia pensiamo di avere dei nemici, neanche i peggiori criminali che attualmente stanno scontando delle pene – spiega -. Credo di non fidarmi di chi dà le pacche sulle spalle, mentre mi fido di chi essendo esposto al peggiore pericolo svolge il suo lavoro con sobrietà e in silenzio. Non mi fido di chi si espone alle liturgie dell’antimafia per la devozione dei devoti».

Parla di “depistaggio e inganno” senza avere paura di nessuno.

«Per me quello oltre che un momento di ricordo fu un momento di bilanci. Momento che ad aprile 2017 era stato amarissimo con la sentenza a conclusione del quarto processo su via d’Amelio che ne svelava il grande inganno. Una storia di orrore e menzogne, di un depistaggio iniziato immediatamente dopo la strage e che si contraddistingue per la sua grossolanità, che offende la mia famiglia e l’intero popolo italiano. Un processo, tuttavia, di cui sin dall’inizio non si è voluto parlare, passando a una sorta di rimozione collettiva».

«Quella sera sono rimasta fino alla rimozione dell’ultima transenna – racconta Fiammetta Borsellino -. Provai un grande senso di vuoto. Non fui avvicinata da nessuno, se non da alcuni ragazzi che erano venuti apposta dalla Campania e dall’unico superstite di quella strage, Antonio Vullo».

Un pensiero lo dedica alla “giustizia”

«Le mie figlie spesso costituiscono una palestra, attraverso le loro domande puntuali e precise io mi alleno a usare il linguaggio che poi uso coi ragazzi nelle scuole.Al di là di tutto, credo che la giustizia in sé non sia un giudizio eterno e incontrovertibile, ma un equilibrio di molteplici poteri e verità. Ma una verità non è davvero sensata se non può essere spiegata a una bambina di otto anni».

Fiammetta spende parole anche per i “collaboratori di giustizia”

«Il motore principale di questo incontro coi detenuti viene dalla necessità di dare voce a un dolore profondo inflitto non solo alla nostra famiglia ma alla società intera. È stato un viaggio complesso nell’inferno dei silenzi, dei cancelli, però è stato anche un viaggio di speranza. Il sentimento prevalente infatti non è stata la rabbia, non il rancore, ma tanta tristezza e tanto dolore per chi ancora non riesce a fare quel passo in più, quello che riesce a dare dignità a una persona. La dignità che, per chi ha fatto un torto, viene dando un contributo di onestà, non stando chiuso e muto nelle patrie galere. In questo senso interpreto la collaborazione di un mafioso: penso che certe cose si debbano fare senza sé e senza ma».

Non si può non stimare Fiammetta Borsellino, donna forte e figlia adorabile, sempre e comunque alla ricerca della verità!

Redazione CiSiamo
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