Chiara Appendino e l’ex consulente: Pasquaretta indagato per presunta estorsione

L'ex consulente della Sindaca Chiara Appendino risulta indagato per una presunta estorsione ai danni del primo cittadino di Torino.

Chiara Appendino
Chiara Appendino

Interrogatorio serrato del Sostituto procuratore di Torino Gianfranco Colace in seno alla giunta cittadina. La Procura sta cercando conferme per una indagine che vede l’ex portavoce della Sindaca Chiara Appendino Luca Pasquaretta sospettato di estorsione; le avrebbe chiesto un posto di lavoro minacciandola di rivelare segreti di cui era venuto a conoscenza con il suo incarico di allora.

L’accusa di estorsione

Incarico che temporalmente è al passato perché fino ad una manciata di ore fa Pasquaretta figurava in un altro staff, quello della sottosegretaria grillina all’Economia Laura Castelli. Precisazione immediata: nessun elemento fattuale, allo stato dell’indagine, disegna un nesso causa effetto fra la presunta estorsione a danno di Appendino e il successivo incarico al Ministero.

I dati oggettivi sono che Pasquaretta interruppe il suo rapporto con la sindaca di Torino a seguito di un’altra indagine, a due teste, per traffico di influenze illecite e turbativa d’asta.

Il rapporto tra la Appendino e Pasquaretta

Su una consulenza si appuntarono le attenzioni della magistratura inquirente e, cautelarmente, il rapporto dell’indagato con la prima cittadina si interruppe. Fu un blitz dell’Arma a casa di Pasquaretta che rivelò, attraverso l’acquisizione di computer e cellulare, una consulenza inesistente in rapporto al Salone del Libro.

A quel punto entrò in gioco l’indagine due, quella cui facciamo riferimento: secondo atti preliminarissimi e tutti da verificare, ma avviati in punto di diritto, Pasquaretta avrebbe chiesto alla Appendino un posto di lavoro.

La ricostruzione della possibile vicenda

Senza più un posto, l’uomo avrebbe minacciato la Appendino di rivelare particolari compromettenti (buio assoluto sulla loro natura) se non gli si fosse trovata una sistemazione, profilando un reato ipotetico sulla cui natura procedurale ci sono due dubbi ed una certezza: che non si sa se si sia trattato di tentata estorsione o di estorsione fatta e finita e che Chiara Appendino, in tutto il bailamme di carte bollate derivato dalle verifiche, è parte lesa. Allo scopo la procura ha interrogato, come riportano La Stampa e Giornalettismo, l’Assessore al commercio di Torino Alberto Sacco.

Nel frattempo lo storico lavorativo di Pasquaretta lo aveva fatto approdare in staff con la Sottosegretaria all’Economia grillina Laura Castelli, che però, appreso dell’indagine, ha scaricato il suo consulente con una nota tempestiva.

«A seguito dell’inchiesta che coinvolge Luca Pasquaretta e le accuse a lui rivolte, ritengo sia necessario interrompere immediatamente il nostro rapporto di collaborazione».

Pasquaretta si dichiara estraneo alla vicenda

La magistratura (l’indagine? – nda) farà il suo corso, e ribadisco rispetto e fiducia per il lavoro che svolgono i magistrati”. Pasquaretta proclama intanto la sua assoluta estraneità ad ogni pur ipotetico addebito. «Non ho mai ricattato Chiara Appendino».

Redazione CiSiamo
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