Sandro Ruotolo, Salvini gli toglie la scorta. Orlando: “Casualità?”

Sandro Ruotolo, il giornalista delle scottanti inchieste sulla mafia, da lunedì sarà senza scorta. Secondo alcuni si tratterebbe di una vendetta del Ministero dell'Interno per l'inchiesta sul software con cui la Lega avrebbe monitorato la rete.

Sandro Ruotolo
Sandro Ruotolo


Via la scorta a Sandro Ruotolo. Così. Da lunedì il livello numero quattro di protezione, quello che prevede un agente di scorta e l’auto non blindata, saranno un ricordo. Dopo Ingroia e De Caprio-Ultimo, è toccata a lui. L’annuncio è stato dato, come sempre accade ormai a livello mestamente planetario, con un tweet, quello dell’ex Guardasigilli Orlando: “Hanno tolto la scorta a Sandro Ruotolo, giornalista da sempre impegnato in inchieste sulle mafie. E anche il giornalista che si è occupato della ‘Bestia’, il dispositivo propagandistico del Ministro dell’Interno. Casualità? Lo chiederò in Parlamento”.

Una vendetta?

Ricordiamo che “La Bestia” sarebbe il nome di un software di presunto controllo in rete con cui, a detta di Ruotolo che aveva indagato in tal senso, la Lega avrebbe monitorato le rete per carpire umori e pilotare intenti dei suoi frequentatori. In buona sostanza Orlando vede nella decisione di togliere la scorta a Ruotolo la “vendetta” di Salvini, oltre che la naturale prosecuzione di un tam tam propagandistico ribadito proprio giorni fa ad Afragola, per una inchiesta che ha spulciato nel suo partito e nei “magheggi” dei suoi spin doctor.

Le minacce dei Casalesi

Su tutto poi grava il contrappasso, di certo non concettuale, del calibro del giornalista d’inchiesta nell’economia dello scontro atavico fra stampa scomoda e camorre assortite. Ruotolo era stato fatto oggetto, in una intercettazione del 2014 nel carcere di Milano, in cui il boss dei Casalesi Michele “Capastorta” Zagaria lo degnava di attenzioni davvero lusinghiere: lo avrebbe voluto “squartare vivo”. Come a dire che Ruotolo, il cui palma res di giornalista anti camorra fin dai tempi di Santoro è spaventoso, è stato deliberatamente messo in tacca di mira dei malommi che ha tormentato per anni con inchieste corrosive e puntuali.

Le conseguenze per Ruotolo

Insomma la notizia sta suscitando uno scalpore immenso. Il Pm antimafia Catello Maresca aveva dato menzione delle minacce di Zagaria e al giornalista venne assegnata, nel 2015, la scorta di livello 3: auto blindata (la camorra non ama l’esplosivo ma adora i proiettili perforanti e i calibri da guerra, a cui ha accesso praticamente illimitato tramite l’est Europa) e agente. Dal canto suo Ruotolo non ha commentato direttamente la notizia in sé, ma ha fatto sapere alla testata Fanpage.it per cui attualmente lavora che per lui, a partire da lunedì, certe zone della Campania saranno off limits. Il perché è talmente intuibile che a non capirlo sono in pochi, anzi pochissimi. Anzi, a detta di molti, uno solo.

Redazione CiSiamo
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