Operazione Game over Palermo: nel mirino la rete di Bacchi, re delle scommesse

Mafia e scommesse, sequestri, processi in quasi tutte le province della Sicilia, riesami e condanne, ma ancora non è finita per un “gioco sporco” che riconduce a Cosa Nostra e al “re Bacchi delle scommesse”.

Operazione Game Over, arrivano a processo in 45.
Operazione Game Over, arrivano a processo in 45.

Avviata a ottobre del 2017, l’Operazione Game Over, dopo una lunga inchiesta coordinata dai pm antimafia De Luca, Tartaglia e Picozzi della Procura di Palermo, aveva portato alla contestazione per ben 61 indagati della conclusione delle indagini.

A febbraio, del 2018, vengono tratti in stato di arresto di 31 persone, e sequestrati beni immobili, società e conti correnti bancari.

Benedetto “Ninì” Bacchi

Il personaggio chiave dell’organizzazione, secondo la procura, sarà individuato in Benedetto “Ninì” Bacchi, che verrà accusato di concorso in associazione mafiosa e riciclaggio del denaro dei clan. Scriverà, in seguito la procura, quanto segue:

“Assieme ad Antonio Lo Baido, Bacchi stringeva accordi con i capi delle associazioni criminali dei quartieri di Palermo, che avrebbero imposto le loro imprese quali unici soggetti legittimati a gestire videopoker e scommesse online”. In cambio, i due avrebbe garantito alle organizzazioni criminali “un introito fisso o calcolato a percentuale sulle entrate dell’affare”.

Da Agipronews , si apprenderanno i marchi dei centri scommesse: quanto segue: “B2875, Onebetsport, LPSport, Aleabet – riconducibili alla società maltese Phoenix International, attualmente in amministrazione giudiziaria”.  

L’appoggio di Cosa nostra

A novembre dello scorso anno, si inizia a scoprire cosa esce fuori dalle indagini svolte dagli inquirenti, ed indovinate un po’? Il titolare del marchio “B2875” con sede legale a Malta avrebbe scalato il potere grazie all’appoggio dei boss di Cosa nostra.

Trai i suoi sponsor figurerebbero Francesco Nania e Antonino Lo Baido, nomi di spessore per quel di Partinico, paese, fra l’altro, in cui Bacchi avrebbe fatto i suoi i primi passi, e trovato terreno fertile fra le famiglie mafiose palermitane che per gli affari avevano “naso” e facevano a gara per entrare in affari con lui nel giro delle scommesse sportive on line e siti di casinò gestiti da società con sede all’estero.

In questo circuito di gioco illegale e centri scommesse sparsi di cui se ne contavano in tutta l’Italia più di 700, i guadagni superavano il milione di euro al mese, e per le cosche mafiose il profitto girava tra le 300 e 800 mila euro all’anno.

L’organizzazione

Nella lista degli indagati, non poteva non mancare il commercialista lesto e il bancario furbo, coloro che sapevano come far girare il contante tra Malta e Italia, dei veri professionisti il bancario Giampiero Rappa e il commercialista Salvatore Cusumano.

I soldi incassati dai centri scommesse finivano a Malta poi rientravano in Italia attraverso una società immobiliare, naturalmente ripuliti e lucidati, per poi investirli nell’acquisto di terreni e nella costruzione di palazzi e supermercati. Secondo i pm Picozzi e Roberto Tartaglia, in questo gioco sarebbe rientrato l’architetto Zangara, 46 anni (a cui non gli viene contestata l’associazione a delinquere) nato a Torino ma residente a Partinico.

Ecco cosa dicono i pm:

la facoltà di disporre e gestire i conti bancari di Bacchi e, utilizzando metodi coattivi, operava anche su conti bancari di clienti del circuito di Bacchi, allo scopo di agevolare quest’ultimo nel recupero dei crediti”. 

A ricevere l’avviso di conclusione delle indagini sono stati anche i gestori dei centri e agenzie di scommesse, mentre un capitolo a sé, riguarda Nania per i traffici di droga e la coltivazione allo spaccio.

Davis Zagaria

Tra gli indagati c’era anche Devis Zangara, ma il 26 Giugno 2018, è stato rimesso in libertà, e i suoi legali hanno dichiarato quanto segue:

“Giustizia è stata fatta, da oggi l’architetto Zangara potrà tornare a svolgere la propria attività lavorativa. Dopo mesi di duro lavoro siamo riusciti a dimostrare l’assoluta innocenza del nostro assistito rispetto ai fatti contestati. Devis Zangara è risultato estraneo da ogni accusa mossa nei suoi confronti – affermano in una nota congiunta gli avvocati. – A seguito dell’istanza di scarcerazione depositata in primo grado e rigettata dal Gip Antonella Consiglio, abbiamo proposto appello. La nostra richiesta è stata accolta dal Tribunale del Riesame che ha emesso il provvedimento di scarcerazione e ordinato il dissequestro dei conti correnti e della società intestata a Zangara” (fonte ANSA)

Oggi, 31 gennaio 2019, arrivano a processo in 45!

All’udienza preliminare, venti persone hanno scelto il rito abbreviato, mentre sei hanno fatto richiesta di patteggiamento. Sono questi i primi dati emersi dell’udienza preliminare del processo sulle scommesse con l’appoggio di Cosa Nostra.V

Redazione CiSiamo
La Redazione di CiSiamo.info è pronta a parlarvi di attualità, cronaca, politica, spettacolo, sport, cultura, cercando sempre di portare alla vostra attenzione i fatti più interessanti e più rilevanti che la contemporaneità ci mette davanti. Siamo pronti a far scorrere le dita sulle nostre tastiere. Noi Ci Siamo, e voi? Seguiteci sui social.