Senzatetto ucciso “per gioco”, sentenza sospesa per l’unico imputato

Il senzatetto, un marocchino di 64 anni, era morto carbonizzato la sera del 13 dicembre 2017 a Santa Maria di Zevio (Verona).

L'auto in cui dormiva il senzatetto ucciso per gioco
L'auto in cui dormiva il senzatetto ucciso per gioco

Aveva ucciso per gioco un senzatetto, adesso la sentenza per l’unico imputato, un 17enne, è stata sospesa. Il senzatetto, un marocchino di 64 anni, era morto carbonizzato la sera del 13 dicembre 2017 a Santa Maria di Zevio (Verona).

Ucciso per gioco

Oggi, giovedì 31 gennaio, il tribunale dei Minori di Mestre ha emesso l’ordinanza che dispone l’affidamento in prova per il giovane. Il processo è stato sospeso per tre anni.

Il 17enne era stato accusato di avere dato fuoco all’auto in cui Ahmed Ddil stava dormendo, e che aveva trasformato nella sua casa. Dell’omicidio era stato accusato anche 13enne, uscito subito dal procedimento perché non imputabile essendo minore di 14 anni.

Dopo il delitto i due dissero agli investigatori durante uno degli interrogatori che avevano agito “per gioco”.

Il legale della vittima

«Non me l’aspettavo» ha dichiarato l’avvocato Alessandra Bocchi, che tutela i familiari della vittima. Questi ultimi non si sono potuti costituire parte civile perché la legge non lo ammette nei processi con imputati minorenni.

«Prendiamo atto dell’ordinanza – continua il legale -, l’accettiamo e la rispettiamo tuttavia, considerato il tipo di reato, ovvero l’omicidio volontario aggravato dalla minorata difesa, secondo noi si sarebbe potuti arrivare a sentenza. Come era già successo in altri casi ad esempio la condanna a 18 anni emessa dal Tribunale di Bologna contro due minorenni per un duplice omicidio in provincia di Ferrara».

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