Operazione Ossessione, così Gratteri blocca il narcotraffico ai Mancuso

Con l’operazione Ossessione, il procuratore Nicola Gratteri, ha eseguito un “colpo da maestro” al narcotraffico dei “Mancuso” che importavano enormi quantità di stupefacenti provenienti dall'estero.

Nicola Gratteri
Nicola Gratteri

Duro colpo alla ‘ndrina Mancuso di Limbadi da parte dei militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catanzaro e dello S.C.I.C.O. di Roma della Guardia di finanza, coordinati e diretti dalla DDA di Catanzaro.

Con l’operazione Ossessione, il procuratore Nicola Gratteri, ha eseguito un “colpo da maestro” al narcotraffico dei “Mancuso” che importavano enormi quantità di stupefacenti provenienti dall’estero.

I provvedimenti di fermi

Sono stati venticinque in totale i provvedimenti di fermi. Ecco i nomi: Giuseppe Accursio, nato a Licata il 28.05.1953; Damiano Aquilano, nato a Tropea (VV) il 07.08.1984; Daniele Bosco, nato in Jugoslavia (EE) il 01.12.1977; Giuseppe Campisi, nato a Vibo Valentia il 20.01.1960; Gianfranco Carugo, nato a Cerro Maggiore (MI) il 29.05.1949; Carlo Cuccia, nato a Tradate (VA) il 12.07.1980; Gina Alessandra Forgione, nata in Venezuela (EE); Elisabeta Kotja, nata in Albania (EE) il 19.09.1979; Maria Antonia Limardo, nata a Briatico (VV) il 28.01.1965; Francesco Mancuso, nato a Vibo Valentia il 07.01.1989; Giorgio Mariani, nato a Genga (AN) il 31.03.1958; Luigi Mendolicchio, nato a Milano il 12.08.1965; Ivo Menotta, nato a Tradate (VA) il 12.02.1980; Gaetano Muscia, nato a Tropea (VV) il 20.04.1964; Antonio Narciso, nato a Vibo Valentia il 19.08.1961; Gennaro Papaianni, nato a Vibo Valentia il 14.02.1976; Salvatore Papandrea, nato a Taurianova (RC) il 16.08.1946; Fabrizio Pilati, nato ad Arona (NO) il 14.01.1969; Abderrahim Safine, nato in Marocco (EE) il 17.01.1982; Francesco Scaglione, nato a Palermo il 23.07.1960; Giovanni Stilo, nato a Nicotera (VV) il 04.01.1949;  Michele Viscotti, nato a San Severo (FG) il 23.04.1946.

Mentre risultano irreperibili, perché residenti all’estero: Vito Jordan Bosco, 44 anni, nato in Libia; Clara Ines Garcia Robolledo, 67 anni, venezuelana; Julio Andres Murillo Figueroa, 42 anni, colombiano.

Quest’ultimo sarebbe stato ospitato dai calabresi a Milano per pianificare gli arrivi della cocaina dai Paesi dell’America Latina. Il colombiano, secondo l’accusa, in passato ha collaborato con i guerriglieri colombiani e con Pablo Emilio Escobar, capo storico del “cartello di Medellin” tra gli anni ’80 e ’90. 

Importanti i fermi di: Gaetano Muscia, Gennaro Papaianni di Comerconi ed Elisabeta Koyta (fidanzata di Salvatore Costantino, detenuto da tempo a Milano per narcotraffico), arrestata a Monza.

Il commento di Wanda Ferro, segretario Commisione antimafia

Wanda Ferro, segretario della Commissione parlamentare antimafia, ha affermato dopo la maxi operazione quanto segue: “Aver disarticolato l’organizzazione impegnata nel narcotraffico rappresenta un colpo durissimo, organizzativo ed economico, all’attività della cosca Mancuso, ritenuta la più potente d’Europa e forte di consolidati rapporti con i cartelli dei narcos sudamericani e non solo. Rivolgo quindi un plauso agli investigatori delle Fiamme Gialle e ai magistrati della Dda, che proseguono a testa bassa il proprio lavoro di contrasto alla criminalità organizzata, senza lasciarsi condizionare da polemiche o ingerenze, nella consapevolezza di avere dalla propria parte il sostegno delle forze sane e oneste di una Calabria che vuole liberarsi dalla ‘ndrangheta e dal malaffare”.

Julio Andres Figueroa Murillo

Tra gli arrestati Julio Andres Figueroa Murillo, amico di Pablo Escobar, nel passato in stretto contatto e collaboratore con i guerriglieri colombiani delle Farc del “cartello di Medellin” tra gli anni ’80 e ’90 del secolo scorso.

Murillo, da Caracas, ha messo piede in Italia nel 2017, mettendo per mettere a punto un grosso giro di importazione di cocaina dal Venezuela con un collaboratore della ‘ndrina Mancuso, tale Salvatore Antonio Costantino di riferimento a Milano, e Francesco Ceravolo, quest’ultimo negli anni ha costruito una fitta rete di relazioni con alcuni dipendenti dello scalo dell’aeroporto di Malpensa e un finanziere, con il quale nel 2012 finì recluso.

Gianfranco Carugo

Un altro uomo della cosca Mancuso, finito nell’operazione “ Ossessione”, è Gianfranco Carugo di Cerro Maggiore, utile alla ‘ndrona per le sue conoscenze al porto di Genova dove poteva far passare lo stupefacente, hashish proveniente dal Marocco, grazie a finanzieri, a oggi non identificati.

Nella rete finiscono altri personaggi del varesotto, tutti arrestati, tra cui risultano: Vito Jordan Bosco, uno dei fondatori del gruppo ultras Blood Honour; Daniele Dede Belardinelli, ma anche il fratello Daniele Bosco che accompagna, in un’occasione, Costantino a Malaga.

Vito Jordan Bosco

Bosco, residente da alcuni anni in Spagna e avviando un’attività commerciale di copertura, aveva stretto forti rapporti con i cartelli della droga marocchini dediti principalmente all’hashish, ed è con quest’ultimi e con l’aiuto di Costantino che importava 3 mila kg di hashish in Italia per poi incontrarsi anche con Ivo Menotta e lo stesso Salvatore Antonio Costantino.

Infine, abbiamo l’acquirente dell’hashish, Fabrizio Pilati, disponibile ad acquistare 10 mila euro di hashish ogni due mesi.

Che dire, tutto bene quel che finisce bene e adesso festeggeranno tutti insieme riuniti in famiglia.

Redazione CiSiamo
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