Attentato a Nairobi: lo spettro di una money transfer dietro gli attacchi all’hoterl Dusit D2

In stato di fermo son stati messi Ismael Sadiq Abitham, Ali Khamisi Ali, Abdinor Maalima Osmail, Abdullhai Mohamed Hassa, Sophia Njoki Mbogo e quello che è ritenuto una delle menti della parte economica dall'attentato, Hassn Abdi Nur.

Attentato terroristico a Nairobi
Attentato terroristico a Nairobi

Sette arresti per presunte connessioni con l’attacco terroristico a Nairobi dello scorso 15 gennaio all’hotel Dusit D2 ad opera delle milizie di Al Shaabab. In stato di fermo son stati messi Ismael Sadiq Abitham, Ali Khamisi Ali, Abdinor Maalima Osmail, Abdullhai Mohamed Hassa, Sophia Njoki Mbogo e quello che è ritenuto una delle menti della parte economica dall’attentato, Hassn Abdi Nur.

Quest’ultimo è fortemente sospettato di aver effettuato ingenti movimentazioni di denaro tramite il servizio di money transfer del Kenya, M-Pesa, allo scopo di finanziare l’attentato del 15 gennaio. L’uomo, che di M-Pesa è un dipendente, secondo le risultanze investigative dell’unità di anti terrorismo ATPU, avrebbe effettuato le ultime movimentazioni e poi chiuso il suo account.

Transazione avvenuta attraverso la piattaforma mobile Safaricom

Tutto questo con una transazione avvenuta attraverso la piattaforma mobile Safaricom. A sostenerlo il portale East African e la reporter Maureen Kakah. L’avvocato del’uomo però, Jamal Bake, sostiene la più assoluta estraneità del suo cliente a fatti collegati con il terrorismo e che il suo cliente, prima dell’arresto, era andato più volte lui stesso a chiedere spiegazioni circa la chiusura del suo account M-Pesa, fatto quindi che non sarebbe imputabile ad una sue decisione strategica e funzionale a scopi terroristici ma solo ad un atto d’imperio dell’azienda con normali connotazioni burocratiche.

Il rappresentante dell’accusa, avvocato Duncan Ondimu, è di tutt’altro avviso: “Trattenere i fermati potrebbe agevolare la conoscenza di altre persone che hanno fiancheggiato l’attacco”.

Gli arrestati

Gli altri arrestati sono tutti membri inseriti dell’establishment: un social operator presso Horizon Tv, un direttore di marketing, uno studente di legge, uno spedizioniere ed una manager della Diamond Trust Bank, che sconfessa ogni legame con il mondo del terrorismo.

Vi sarebbero anche altri trattenuti per legami con i fatti di sangue del Dusit D2, fra di essi una donna accusata di aver procurato i due veicoli utilizzati nell’attentato. I fermati in questione hanno però già proceduralmente avviato pratiche avanzate per la scarcerazione. Per il secondo “blocco” bisognerà aspettare la decisione del giudice.

Redazione CiSiamo
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