Profughi sfruttati ai concerti di Vasco, dei Rolling Stones e dei Depeche Mode

Un'indagine dei Carabinieri ha portato a scoprire un giro di sfruttamento del lavoro in cui richiedenti asilo venivano usati come roadies esterni e addetti alla sicurezza di grandi eventi, complice la normativa confusa.

Vasco Rossi
Vasco Rossi

Richiedenti asilo utilizzati come roadies esterni e addetti alla sicurezza di grandi eventi degli anni scorsi, fra cui i concerti di Vasco Rossi, dei Rolling Stones e dei Depeche Mode. Un’operazione dei Carabinieri denominata “Security Danger” culminata con una specifica ordinanza del gip, ha portato all’arresto di quattro persone, tutte accusate di sfruttamento del lavoro, falso in autorizzazioni amministrative e false attestazioni a pubblico ufficiale.

I militari stanno anche effettuando perquisizioni mirate in zone a cavallo fra Emilia Romagna e Lombardia. False come solo quelle messe in piedi con il marchingegno scoperto potevano essere, con richiedenti asilo appena sbarcati dalla Libia che venivano utilizzati per i compiti di safety and security a corredo di grandi eventi come i concerti rock.

I vantaggi

Ma, al di là delle evidenti violazioni della norma, qual era il vantaggio per gli indagati? Semplice, avere a disposizione colossi sottopagati e disposti ad accettare tutti – pochi danè e subalternità assoluta – pur di essere impiegati, il tutto con il “condimento emotivo” di vivere una situazione di sudditanza pressoché totale, freschi com’erano di odissea nel raggiungere il suolo italiano. Insomma, secondo l’accusa il quartetto aveva tutto da guadagnare in questo strano ed illegale utilizzo.

La confusione nella normativa

Come avrebbero fatto i quattro a dribblare i controlli? Predisponendo dei falsi decreti delle Prefetture e facendo leva sulla normativa (poi aggiornata un anno fa) che, in materia di safety (predisposizione della sicurezza prima dell’evento e security (attuazione concreta dei protocolli al momento dell’evento stesso) ha poi recentemente demandato ai Comuni la discrezionalità di valutare se degli eventi debba essere messa a parte anche l’autorità amministrativa, la Prefettura cioè. Nelle more di quei carteggi e giocando sulla rigidezza che la precedente norma stava generando nell’assestarsi all’interno del corpus di leggi vigenti (Tulps) le loro false attestazioni si infilavano e facevano fede, almeno fino a quando la magagna non è stata scoperta ed è culminata con i clamorosi arresti di oggi.

Un’indagine datata

Del tutto all’oscuro dell’accaduto, almeno stando alle primissime risultanze del blitz, gli artisti coinvolti, loro malgrado, nella brutta vicenda, che per loro battage e ascendente sulle folle hanno macchine della sicurezza interne di proporzioni bibliche. Nel caso degli Stones poi c’è il giallo di quale concerto avrebbe potuto ospitare la condotta illecita: Jagger & co. mancano dall’Italia dal 2017, quando si esibirono a Lucca, il che lascerebbe intendere che l’indagine sia datata ed abbia avuto articolazioni procedurali complesse. Questo tipo di “combriccola”, al Blasco, di certo non sarebbe piaciuta.

Redazione CiSiamo
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