Telefonini in classe, arriva il divieto per alunni e professori

Da febbraio anche molte altre novità, come la reintroduzione dell'Educazione civica e i corsi per l'utilizzo delle nuove tecnologie.

Telefonini in classe, arriva il divieto anche per i professori
Telefonini in classe, arriva il divieto anche per i professori

Telefonini in classe, arriva la rivoluzione. Disposto il divieto “salvo casi particolari specifici, di utilizzo del cellulare e di altri dispositivi elettronico-digitali nei luoghi e negli orari dell’attività didattica”. In Commissione cultura della Camera è partito l’iter della proposta che riporta l’educazione civica nelle scuole. Proposta, portata avanti dal leghista Capitanio, che verrà integrata da altri testi depositati. Si tratta dei testi della Lega (onorevole Latini) e di FI (l’ex ministro dell’Istruzione Gelmini) dispongono il divieto dell’utilizzo dei telefonini nelle classi. Anche per i professori.

L’introduzione dell’educazione civica

Intanto in Commissione cultura è stato nominato il relatore della legge che reintroduce l’educazione civica (sarà la leghista Colmellere). Per adesso è escluso che venga introdotta un’ora in più nell’orario scolastico. Da chiarire anche chi dovrà portare avanti l’insegnamento della materia. Al momento si prevede che siano gli insegnanti già previsti, ma c’è chi sostiene che debbano essere introdotte ulteriori figure professionali. “L’insegnamento dell’educazione civica serve non solo ad avvicinare i giovani alla conoscenza delle istituzioni, ma anche a sensibilizzarli alla solidarietà, accompagnandoli in percorsi di coesione sociale. L’educazione civica – si legge nel testo – deve pertanto facilitare l’inserimento dei giovani nel mondo del volontariato e la loro integrazione con le persone con disabilità”.

Internet e digitali

FI e Lega vogliono rimarcano la necessità di promuovere “attività di sensibilizzazione degli alunni su diritti e doveri connessi all’uso di Internet e degli altri strumenti digitali, nonché progetti per prevenire e contrastare il bullismo informatico”. Il Movimento 5 stelle illustra le linee guida del ritorno dell’educazione civica. “L’insegnamento – osserva la Dadone – deve comprendere lo studio della Costituzione; un’introduzione al diritto dell’Unione europea; l’educazione alla legalità”. La proposta dei pentastellati dispone, poi, che “le istituzioni scolastiche debbano programmare anche attività di studio e viaggi di istruzione”.

Le proposte verranno integrate in un unico testo che approderà a febbraio nell’Aula parlamentare. “Non sarà una imposizione di leggi dall’alto – afferma Capitanio -, ma una condivisione alla pari, con insegnanti e genitori. Sarà un percorso condiviso con tutti, senza bandiere”. Per la reintroduzione dell’educazione civica si chiede anche uno stanziamento dei fondi. “Per tali attività è autorizzata una spesa di 2 milioni per il 2019 e di 5 milioni annui per il 2020 mentre lo stanziamento del Fondo per il 2021 ammonta a 26 milioni”.

Redazione CiSiamo
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