Immigrati bengalesi in Italia, spunta il libretto che gli dice come lavarsi

Dire che il provvedimento ha suscitato qualche leggera perplessità è un mero eufemismo.

Immigrati bengalesi, spunta il libretto su come lavarsi
Immigrati bengalesi, spunta il libretto su come lavarsi

Un vero e proprio vademecum sull’igiene personale che, a Palma della Campania, l’amministrazione comunale sta distribuendo in queste ore alla comunità bengalese locale, in occasione della giornata della preghiera musulmana. Dire che il provvedimento ha suscitato qualche leggera perplessità è un mero eufemismo. “Lavarsi i denti ogni sera, farsi una doccia al giorno, usare il deodorante e il sapone per il viso e il corpo, lavare gli abiti che vengono indossati, tagliare i capelli ogni 4/8 settimane, pulire casa, tagliare le unghie di mani e piedi, coprirsi il naso e la bocca quando si tossisce e si starnutisce, non condividere rasoi, asciugamani o trucchi con altre persone”.

La comunità bengalese

Queste alcune delle perle di saggezza contenute nell’opuscolo che, da Palma assicurano, è stato stampato dopo un accordo in piena regola con i vertici della comunità locale di bengalesi, una delle più folte d’Italia con 6000 immigrati a fronte di 15mila abitanti. Un rapporto numerico così alto era tracimato già un anno fa in una serie di problemi, culminati con denunce incrociate fra l’allora sindaco e il sindacato che si occupava dei bengalesi.

“Bangla Campania”, così è soprannominato il paese, era stato anche teatro di episodi gravi, con un bambino di 11 anni centrato da un colpo di pistola ad aria compressa esploso da un’auto in corsa. Questo lo storico. Quest’anno, con un nuovo sindaco e seppellita l’ascia di guerra, si è invece optato per il “dodecalogo della pulizia personale”, dodecalogo rigorosamente bilingue che però, il suo bel carico di polemiche lo ha sollevato. L’idea di poter “suggerire” ad una comunità straniera di lavarsi presuppone che quella sia una comunità di zozzoni, poco da girarci intorno.

Le parole del Sindaco

Di tutt’altro avviso il primo cittadino, Nello Donnarumma, che alle accuse ha risposto così dalle pagine del Corriere del Mezzogiorno: “Vogliamo solo far capire che a Palma Campania si vive rispettando le regole fondamentali dell’igiene personale. Ed è anche così che si aiuta l’integrazione. L’opuscolo è frutto di una mediazione tra comunità bengalese, amministrazione comunale, sindacato e medici della Asl. Salvaguardare la salute di tutti non è mica razzismo. Il razzismo si camuffa dietro la maschera del buonismo. Noi cerchiamo di insegnare a questi ragazzi come si vive in un paese della civiltà occidentale, a tutela della loro salute e di quella di tutti”.

Spiegazione che non fa una grinza, nel merito, ma che al contempo, secondo molti, non riesce a privarsi di quel retrogusto di ring fra Occidente pulito e olezzante vs resto del mondo puzzone. Da quelle parti, in un paese abbarbicato sulle balze di un vulcano che guarda al golfo più bello del mondo, gli slogan che contengono il verbo “lavare” ci aspettavano avessero da tempo imparato a tenerli a distanza.

Redazione CiSiamo
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