Le avventure di un cittadino con Poste Italiane

Un lettore mette in luce una problematica riscontrata con Poste Italiane a causa della quale non è riuscito, dopo vari tentativi, a risolvere l'inghippo.

Poste Italiane e la denuncia di un cittadino
La vicenda tra un cittadino e Poste Italiane

Dall’inizio dell’anno, come molti credo, sto cercando di organizzare e riordinare al meglio le mie cose. Tra l’altro, per non restare indietro “nel mondo che cambia” e anche, nonostante l’età che in ogni caso grava, per cercare di resistere nell’ardua maratona tecnologica che costantemente impone nuovi passi, aggiornamenti ormai quotidiani, e l’urgenza di rimanere “svegli e in grado”.

Rapporto proficuo tra utente e Poste Italiane

Con Poste Italiane ho un vecchio rapporto “di prossimità”, consolidato nel tempo, fino ad oggi anche di considerazione e fiducia. Un conto corrente, con carta BP e una identificazione personale “forte”, una postepay ricaricabile, il “lettorino”, una SIM nello smartphone attiva, nonostante certe difficoltà di rete – e diverse altre acquistate nel tempo, nel cassetto delle constatate inutilità. Oggi aggiunta anche la nuova “posta certificata” che dovrebbe permettere anche l’invio di fax. Così c’è nello schema.

Le mie disavventure

Da quattro settimane inoltre tento di avere la mia identità digitale. Le ho provate tutte, l’SMS, il lettore, il computer, poi l’Ufficio, tre settimane fa, con la Direttrice. Risultato: una mail sul pc d’invito ad inserire un codice provvisorio e, anziché l’SMS atteso sul cellulare, in allegato alla mail, ben tre codici provvisori. Nessuno funziona: ERROR. Invito formale a tornare all’Ufficio. Ci Torno.

Passati i dieci giorni richiesti (?) procedura ripetuta: fotocopia documenti, inserimento e invio dalla macchina, attestato della operazione avvenuta, “attendi”. Poi, a casa, la mail sul pc ri-comunica il dialogo da concludere inserendo il codice provvisorio. Non c’è traccia di SMS sul telefono. Per cercare di sapere perché, provo a telefonare. Il 160 rimanda all’800 OO3322 che rimanda all’803 160 che però funziona solo su rete fissa – e chi c’è l’ha più la rete fissa?

Dopo il danno arriva la beffa

È l’199 100 160 il numero giusto. Che però dopo 11 minuti di “attenda il linea le risponderà il primo operatore disponibile”, stacco, e nonostante 4.813 crediti di ”traffico dati”e 1000 crediti dii “traffico telefonico” intonso sulla SIM attiva di Postemobile. Vengono decurtati 4 euro e 20 centesimi dal terzo “credito “ su cui accantono i fondi per pagare la prossima rata di dati, SMS e chiamate. Che poi spesso neanche uso, perché ormai telefonare mi dà ansia, e l’ansia fa male, e preferisco farne poche, meglio WhatsApp.

Ma non si diceva che la tecnologia, la Rete e il web, oltre a farci risparmiare carta – cosa che non è avvenuta, anzi, perché la tua di memoria non è un hard disk ci avrebbe facilitato la vita?

Redazione CiSiamo
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