Prosecco gettato nel fiume, strage di pesci nel Trevigiano

Grazie ad una valvola difettosa migliaia di litri di prosecco che si sono sversati nel fiume.

Centinaia di pesci morti, a galla in un fiumiciattolo del Trevigiano e un cittadino che rischia una denuncia per inquinamento ambientale. Fauna ittica di un corso d’acqua in territorio di Fontanelle di Treviso letteralmente sterminata. Magra consolazione, i pesci, prima di rendere l’anima al dio delle branchie, erano ‘mbriachi come giocatori di briscola in attesa della quota 100. E’ accaduto semplicemente questo: nei pressi del fiumiciattolo in questione, un rio che confluisce nel vicino fiume Monticano, c’è una cantina. Il sito è deputato alla produzione di una delle perle dell’eccellenza enologica italiana e mondiale. Cosa sarebbero un aperitivo o un evento figo senza il conforto dell’italica sciampagna che risponde al nome di prosecco?

Ecco, lo snodo sta tutto là: nel prosecco che da quelle parti è particola in venerazione messianica, nei pesci che, giustamente fanno il loro mestiere di pesci e stanno nei fiumi e in un silo, un maledetto mega contenitore di vino che, col senno di poi, non avrebbe dovuto essere lì. Non perché il “coso” non ne avesse diritto; un silo sta dove le robe che vanno nei silos stanno anch’esse. Semplicemente perché era rotto.

Il risultato? Grazie ad una valvola difettosa migliaia di litri di prosecco che si sono sversati nel fiume. L’etilene, la molecola che dà alla roba alcolica la meravigliosa virtù di scacciar via i guai e di far cantare come Albano anche il vicino afono, per i pesci non è però tutta questa manna. I pesci, a ciucciare alcol, ci muoiono, prima e peggio di noi umani. Magari non picchiano le mogli ma si, muoiono. Lo spettacolo che si è perciò parato davanti agli occhi degli astanti e soprattutto dei Vigili del Fuoco intervenuti è stato desolante: centinaia di vaironi, cavedani, arborelle, spinarelli e barbi a pancia all’aria, stecchiti dalla più clamorosa e letale sbornia della storia.

Sul pelo dell’acqua, a seguito di quello che celie e parte è stato un fatto ambientalmente rilevantissimo, si è anche formata una densa schiuma che gli operanti hanno provveduto a rimuovere con tempestività grazie all’utilizzo di mezzi di aspirazione meccanica. Ore dopo qualcuno, giù verso il mare, alla foce del grande fiume madre, giura di aver visto alcune cozze cantare “Nostalgia canaglia”. Prosit.

Redazione CiSiamo
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