Trivelle nel mar Ionio, Costa dice no: tensione di Governo

Il decreto, spiega un esponente di peso del M5S, "potrebbe saltare". Intanto è in corso una riunione a Palazzo Madama tra il ministro dei Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro e i sottosegretari al Mise del M5S, Davide Crippa e Andrea Cioffi.

Ancora polemica sulle trivelle nel mar Ionio
Ancora polemica sulle trivelle nel mar Ionio

Il Governo litiga sulle trivelle nel mar Ionio e non scioglie il nodo sulle proposte di modifica da inserire nel dl semplificazioni che le riguardano. Ed è così che il decreto, spiega un esponente di peso del M5S, “potrebbe saltare”. Intanto è in corso una riunione a Palazzo Madama tra il ministro dei Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro e i sottosegretari al Mise del M5S, Davide Crippa e Andrea Cioffi. Le Commissioni Affari costituzionali e Lavori pubblici del Senato sono quindi bloccate nell’attesa che la maggioranza trovi un’intesa. Ma nel frattempo sale la tensione del Governo dopo il ‘no’ del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

La posizione di Costa

“La Via (Valutazione di impatto ambientale, ndr) si compone da una commissione autonoma che rilascia un parere che va sul tavolo politico, non è un obbligo firmarlo, è una valutazione. Lo dico – ha spiegato Costa – perché io sono per il no alle trivelle e le trivelle passano per la Via che arriva sul tavolo del ministero dell’Ambiente: io non le firmo. Mi sfiduceranno per questo come ministro? Vabbè, tornerò a fare il generale dei Carabinieri, è la libertà di chi ha un altro lavoro”.

La replica di Garavaglia

A replicare al Ministro, è il Viceministro per l’Economia, il leghista Massimo Garavaglia. “Sulle trivellazioni Costa deve fare il Ministro, non quello che vuole lui visto che ci sono atti obbligatori e c’è un iter in corso”. Sulla vicenda delle trivelle, ha poi aggiunto Garavaglia, “ci sono atti obbligatori, è una questione amministrativa, non di scelta politica”.

L’approvazione di Roberto Fico

Costa incassa invece l’approvazione del presidente della Camera Roberto Fico: “Non si può pensare di vivere il presente e progettare il futuro restando ancorati a modelli del passato. Viviamo un’epoca di transizione energetica che può solo andare avanti e non ammette passi indietro. Un momento di evoluzione e trasformazione che riguarda l’energia e i modelli di sviluppo e che detta la strada da seguire, quella delle fonti rinnovabili, con l’abbandono progressivo delle fonti fossili. In questo quadro di rivoluzione economica ed energetica vanno sospese le ricerche di nuovi giacimenti di idrocarburi, a partire dalle trivellazioni in Italia. Dobbiamo investire nelle rinnovabili, nel futuro. Il passato e le tecnologie obsolete, lasciamoceli alle spalle”, conclude la terza carica dello Stato.

Mauro Coltori per una comunione di intenti

A confidare in una comunione di intenti è invece è Mauro Coltorti, presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato ed esponente del M5S. “È chiaro che siamo due forze politiche che su alcuni argomenti hanno idee diverse, si sapeva che c’erano pareri discordanti ma confido in una ricomposizione”, ha commentato. “C‘è anche il fatto che la quinta Commissione deve terminare di esprimere i pareri. E’ un procedimento complesso, ci sono varie questioni. Le trivelle sono uno di questi argomenti. Le opposizioni vogliono essere rese partecipi su questi temi, quindi si rinvia, in attesa che sia tutto ben definito. Aspettiamo il parere della Commissione, spero in giornata di riunire la Commissione e andare a chiudere”.

Redazione CiSiamo
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