Titoli insegnamento falsi e misteriosi roghi in archivio, dieci denunce

La magistratura stava anche indagando su un incendio in archivio che sembra, per ora solo in ipotesi, aver funto da "puntello" al meccanismo.

Titoli per l'insegnamento falsi, denunciati dieci insegnati
Titoli per l'insegnamento falsi, denunciati dieci insegnati

Abilitazioni all’insegnamento farlocche: un’indagine interna permette di smascherare e denunciare alla Procura di Napoli dieci insegnanti che avevano creato ad arte dei titoli che consentivano loro chiedere il passaggio di ruolo. La magistratura stava anche indagando su un incendio in archivio che sembra, per ora solo in ipotesi, aver funto da “puntello” al meccanismo truffaldino.

È stata una vera e propria task force messa in piedi dall’Ufficio scolastico regionale della Campania a scoprire la magagna, magagna che è stata profilata penalmente dalla magistratura per truffa e falso in atto pubblico. Gli 007 anti furbetti avevano spulciato, già da un paio di anni, nelle graduatorie ad esaurimento delle province di Napoli e Salerno ed avviato verifiche anche su un certo numero di certificati per l’abilitazione all’insegnamento con i disabili, documenti che “fanno curriculum” e costituiscono elemento di valutazione per il passaggio di ruolo del personale docente.

Ne era venuto fuori un quadro desolante: quei titoli, con le solenni stampigliature di atenei della regione, non potevano essere validi. Non potevano perché erano falsi come i denti della buonanima di Funari. Abili ritocchi con programmi da pc e con scannerizzazioni ad hoc avevano di fatto creato delle insegnanti pronte a fregiarsi di titoli mai posseduti. I controlli avevano avuto il loro imput più vigoroso nelle fermissime disposizioni in merito di Luisa Franzese, dirigente generale dell’Amministrazione scolastica. Otto docenti di Salerno e due dell’hinterland partenopeo erano risultati “imbroglioni” ed indagabili per truffa aggravata e falso .

La denuncia in Procura era stata dunque un passaggio fisiologico ed obbligato. Gli inquirenti – come riporta il Mattino – hanno innestato il fascicolo aperto sulle risultanze di un procedimento avviato proprio per indagare su un misterioso rogo che, lo scorso 2 dicembre, aveva colpito l’archivio del Provveditorato di Salerno.

Redazione CiSiamo
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