Strage di Alcamo: incarcerato per 22 anni l’innocente Gulotta chiede 36 milioni allo Stato

Un risarcimento per essere stato trattenuto in carcere per ben 22 anni. Gulotta era stato condannato per aver preso parte alla strage di Alcamo.

Strage di Alcamo
Gulotta chiede 36 milioni di risarcimento allo Stato

Vuole 36 milioni di euro e li vuole dallo Stato che lo incarcerò ingiustamente e dall’Arma dei Carabinieri che, di quell’errore che lo aveva portato in carcere da innocente per 22 anni, era stata il “braccio esecutivo”. Lui è Giuseppe Gulotta, classe 1958, arrestato nel 1976 a 18 anni compiuti per un duplice omicidio che non aveva commesso, poi processato, incarcerato e rinchiuso fino alla revisione del processo che ne aveva decretato l’estraneità al crimine contestatogli quando aveva i brufoli in faccia.

La storia di Giuseppe Gulotta

Oggi, sulla faccia di Giuseppe spuntano rughe da uomo di mezza età provatissimo e i peli di una barbetta rada. Bianca. Come riportato dal Giornale di Sicilia Giuseppe venne individuato nel ’76 come uno dei membri di un gruppo di fuoco che si macchiò di un crimine orrendo, la strage di Alcamo Marina.

Il 27 gennaio la località del Trapanese, già puntata dagli uomini della Mobile di Boris Giuliano per la sua nuova verve di raffineria dell’eroina in funzione anti clan dei Marsigliesi, fu teatro di una strage efferata quanto misteriosa. Un commando fece irruzione nella caserma dei Carabinieri e trucidò due militari, Carmine Apuzzo e Salvatore Falcetta.

I quattro presunti membri del commando vennero individuati dalle indagini condotte dal capitano Giuseppe Russo, futura vittima della mafia e requirente capo, con i gradi colonnello, nel delitto Mattei. Giuseppe Gulotta era fra di loro. Venne scartata la pista investigativa delle BR e si puntò al crimine da coppole storte. L’accusatore dei quattro, un anarchico, venne trovato impiccato poco dpo la sua delazione.

Condannato a 22 anni di reclusione per la strage di Alcamo

Il procedimento era andato avanti fini a dibattimento per anni, fino ad un responso che aveva visto Gulotta condannato a 22 anni e autorizzato a richiedere la revisione del processo solo nel 2010 in merito alla strage di Alcamo. Gli altri membri si diedero alla latitanza in Brasile o perirono in carcere. Il caso si fece sempre più contorto, fino a coinvolgere uno strano sequestro di documenti messo in atto dai Carabinieri a casa della madre di Peppino Impastato, che prue stava conducendo un’inchiesta sulla misteriosa vicenda.

La svolta nel 2008

Il colpo di scena nel 2008: un brigadiere ammise che le confessioni dei quattro erano state estorte con la tortura, la Procura aprì un’inchiesta e la stessa fece da contrappunto alla riapertura del vecchio procedimento. Da esso Gulotta, ormai invecchiato e distrutto da 22 anni di detenzione, era uscito innocente, riabilitato e risarcito con sei milioni di euro.

La notizia è che Gulotta ha oltrepassato il giudicato che gli aveva assegnato il risarcimento ed ha citato per danni, in un nuovo procedimento, Ministero della Difesa e Benemerita. Di milioni, lui ne vuole 36, circa uno e mezzo per ogni anno di carcere ingiustamente patito in quel clamoroso errore giudiziario che affonda radici nella Notte della Repubblica.

Redazione CiSiamo
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