Ozzy Osbourne, pipistrello di peluche in vendita per celebrare la decapitazione a morsi del pipistrello vivo

Con un tweet per celebrare quel momento che lo consegnò alla leggenda, Ozzy stesso ha annunciato, una manciata di ore fa, che è in vendita un pipistrello in peluche simile a quello vero a cui staccò la testa con un morso 37 anni fa.

Ozzy Osbourne
Ozzy Osbourne

Un pipistrello in peluche commemorativo del povero animale a cui inconsapevolmente staccò la testa durante un concerto di 37 anni fa. Chi se non quello sciroccato di Ozzy Osbourne poteva avere una pensata del genere? Marketing e follia, in particolare nel mondo del rock, se la intendono alla grande praticamente da sempre. Star eccentriche, eccessi, momenti diventati iconici e trucidissime boutades sono da sempre state linfa assoluta, per il genere e per chi sullo stesso ci grattugia un po’ di danè. E Ozzy, di questa scuola di pensiero, è campione mondiale indiscusso.

Ricliclatosi in una serie televisiva fra dark e sit com con la sua intera famiglia, l’ex principe delle tenebre già leader dei Black Sabbath aveva avuto il fiuto che appartiene anche ai grandi business men. Terminata l’epoca aurea con chitarre tonanti, fra la fine degli anni ’70 e la seconda metà degli ’80, dell’heavy metal, si era riciclato catodicamente ma senza rinnegare il suo passato, un po’ suo per oggettivo battage di follia, un po’ figlio delle necessità di far cassa su un mito che andava svecchiato dopo l’offensiva dello scarno grunge di Seattle.

Quale occasione migliore dunque che commemorare il famoso concerto che la star tenne in quel di De Moines, nell’Iowa, il 20 gennaio del 1982? Ozzy all’epoca era nel’ordine: un affermatissimo solista del genere black metal, una star mondiale con immagine cupa e fama satanica artatamente coltivate, un fattone come pochi mai nella storia del genere umano. E’ di quel periodo infatti la parentesi forse più buia, buia davvero, non per copione, della parabola esistenziale del rocker, ingordo come non mai di sostanze stupefacenti d ogni risma e grado.

Forse fu per questo – il dilemma è diventato mito e ha da sempre alimentato la sua leggenda – che nel corso di quel concerto accadde il quasi irreparabile. Un fan fuori di cotenna almeno quanto il suo idolo gli lanciò, in un momento parossistico del concerto, un pipistrello sul palco. Ozzy credette in buona fede (la tipica buona fede di chi probabilmente si è fatto di kerosene) che l’animale fosse un pupazzo di gomma e, orgiasticamente coinvolto in interazione con il pubblico, gli sferrò un morso secco ad occhi follemente sgranati, staccandogli la testa.

Scoppiò un pandemonio. Non tanto per il gesto in sé (gli animalisti avrebbero iniziato a latrare anni dopo, su quell’episodio) ma per il fatto che si rese necessario schizzare in ospedale per scongiurare che quel matto trucidone si fosse beccato un’epatite o qualche altra malattia. Un pipistrello vivo non è decisamente come una coscetta di pollo Amadori. Da quel malinteso nacque un vero mito che ha resistito fino ad oggi e che ha consentito ad Osbourne di conservare inalterato negli anni tutto l’appeal della rock star maledetta e fuori da ogni regola.

E veniamo ad oggi: con un tweet sulla sua pagina e per celebrare quel momento che lo consegnò alla leggenda, Ozzy stesso ha annunciato, una manciata di ore fa, che è in vendita un pipistrello in peluche, con la testa rigorosamente staccata dal corpo e con il logo del “Madman” britannico, che chiama l’animale nel tweet “fucking bat”. Signori che negli anni ’80 vi costellavate di borchie come il ferramenta sotto casa mani al portafogli. Il gadget l’è davvero di quelli fighi.

Redazione CiSiamo
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