Delitto di Gorlago, l’ex amante del marito aveva attirato la vittima con un tranello

Si chiude con un tragico epilogo la scomparsa di Stefania Crotti. La donna è stata ritrovata morta all'interno di un'auto carbonizzata.

Donna uccisa e bruciata in un’auto
La donna era scomparsa il 17 gennaio (Foto profilo Facebook Stefano Del Bello)

Si chiude nel peggiore dei modi la scomparsa di Stefania Crotti. Un anello nuziale è servito per riconoscere il corpo martoriato della donna di Gorlago. Il suo corpo è stato ritrovato carbonizzato nelle campagne di Erbusco (Brescia). L’ex amante del marito, Chiara A., avrebbe confessato il delitto. I due avrebbero avuto una relazione clandestina qualche tempo fa, anche se non sono ancora chiari i dettagli del loro rapporto.La vicenda è stata riportata dall’Eco di Bergamo.

La scomparsa della donna

Stefania era sparita nel nulla giovedì 17 gennaio intorno alle 15,30, quando era stata vista uscire per l’ultima volta dall’azienda di Cenate Sotto dove lavorava come impiegata. Nella giornata seguente il marito Stefano Del Bello ha lanciato un appello su Facebook dopo aver denunciato la scomparsa agli organi competenti. “Da ieri pomeriggio uscita dal lavoro alle 15,30 a Cenate Sotto, di Stefania Crotti non abbiamo più sue notizie. Vi chiedo di divulgare la notizia anche ad altri gruppi. È stata fatta la denuncia alle forze dell’ordine chiunque abbia sue notizie avvisi le forze dell’ordine e la famiglia”.

Cosa è accaduto

La donna, secondo il quotidiano sopra citato, sarebbe stata uccisa in un garage di Gorlago. Stefania avrebbe ricevuto delle martellate per poi essere caricata in un baule e portata in campagna.

Ritrovamento del cadavere

A notare il cadavere senza vita nel bosco è stato un ciclista. Per il riconoscimento ufficiale, in ogni caso, sono servite diverse ore. L’anello con il nome del marito e la data delle nozze è stato sin da subito un elemento sul quale si è posta l’attenzione degli inquirenti.

Indagata l’ex amante

Chiara A. è stata fermata nella tarda serata di ieri. Il movente del delitto sarebbe la gelosia. Durante un periodo di incertezza nel loro rapporto, Stefano, stando a quanto accertato dagli inquirenti, avrebbe avuto una relazione con la donna.

Più di recente, però, il legame tra marito e moglie si era rinsaldato e questo avrebbe scatenato la reazione dell’indagata che, secondo gli investigatori, avrebbe fatto tutto da sola.

La confessione

Stando a una prima ricostruzione, Chiara A. avrebbe assassinato Stefania a martellate nel suo garage poi si sarebbe sbarazzata del cadavere, dandogli fuoco. Chiara Alessandri ha ammesso, però, solo di aver ucciso Stefania Crotti, ma non di aver bruciato il corpo. È quanto emerso dall’interrogatorio. L’avvocato della donna fermata ha spiegato che l’incontro tra le due “c’è stato” ma che la sua assistita “non aveva alcuna intenzione di uccidere. Non aveva premeditato nulla”.

Calcolatrice e manipolatrice

Il profilo che si ricava analizzando il modus operandi dell’assassina è quello di una persona calcolatrice, manipolatrice e senza scrupoli. Chiara preparava la sua vendetta da almeno tredici giorni anche se continua a negare la premeditazione. L’ha uccisa il 17 gennaio ma i messaggi vocali mandati a un conoscente per chiedergli di farle da spalla in un tranello ordito per condurre la vittima nel garage sono del 4 gennaio. Tredici giorni prima del delitto, appunto. “È agevole ricostruire il movente” scrive il pubblico ministero Teodoro Catanati spiegando che Chiara “non aveva saputo accettare la fine della relazione extraconiugale con Del Bello (Stefano, il marito della vittima, ndr) e la riappacificazione di quest’ultimo con la moglie Stefania”.

Chiara ha messo a punto la trappola della finta festa. Ha chiamato un suo conoscente, Angelo, con il quale aveva avuto una relazione e che non sentiva da un po’. Le ha detto: “Con questa donna io ho cattivi rapporti e questa festa serve non solo a suo marito che vuole riconciliarsi con lei ma anche a me per chiarirmi. Se vede dove la stai portando non viene, quindi dev’essere per forza bendata. Se non vuole bendarsi non se ne fa niente”.

 

 

Redazione CiSiamo
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