Soccorre una donna dopo un incidente ma poi cerca di stuprarla, arrestato a Lecce

La protagonista una 46enne salentina, che in una manciata di secondi ha visto il suo sollievo per un incidente stradale senza danni trasformarsi in un incubo.

Soccorre donna dopo incidente ma poi cerca di violentarla
Soccorre donna dopo incidente ma poi cerca di violentarla

Un soccorso stradale che si è trasformato in un incubo, durato il tempo di sfuggire ad una tentata violenza carnale ed allertare la Polizia di Taurisano, in provincia di Lecce, che ha arresto lo stupratore. Brutta disavventura per una 46enne salentina, che in una manciata di secondi ha visto il suo sollievo per un incidente stradale senza danni trasformarsi nell’orroee più assoluto quando il suo soccorritore, un suo concittadino 24enne, ha cercato di violentarla. Non ci è riuscito, ma ci è andato vicino, tanto vicino da permettersi anche il lusso sadico di sottrarre la borsa alla sua vittima, macchiandosi così non solo del reato che il codice vigente numera al 609 e successivi, ma anche di quello che lo sesso incasella al 629, rapina.

La ricostruzione

Secondo una ricostruzione dei fatti riportata da Repubblica e mutuata dal verbale delle forze dell’ordine operanti, la donna era uscita fuori strada all’improvviso. Pare che dietro quell’incidente per fortuna senza esiti gravi vi fosse stata una brusca manovra elusiva per evitare di investire un cane. La bontà della guidatrice ha però incontrato il cinismo di un mondo che, di brutte sorprese, pare non essere mai a corto. Gli step al presente dell’accaduto sono truci. Di fianco all’auto incidentata si materializza, solerte, un uomo: è un conoscente della donna, anzi, un vicino di casa.

L’uomo si informa cautamente dell’accaduto e, mentre armeggia con la carrozzeria dell’auto per una distratta conta dei danni, all’improvviso si offre di accompagnare la donna a casa. Parla in modo strano, ma lo choc dell’incidente impedisce alla donna di rilevarlo e drizzare le antenne. La vittima acconsente. Solo dopo racconterà di aver notato, quando era già nell’abitacolo, che il guidatore aveva una bottiglia di vino fra le gambe.

All’improvviso l’uomo palesa le sue intenzioni, iniziando a palparla mentre guida. La vittima si divincola, urla e congela per un attimo i bollori dell’offender, quanto basta per guadagnare tempo e darsi alla fuga schizzando via dall’abitacolo del veicolo che è ancora in marcia. Nulla da fare: l’aggressore inchioda, la raggiunge e cerca di violentarla. La donna reagisce e riesce a darsi alla fuga, stavolta definitivamente. Correre in Commissariato, fornire una dettagliata descrizione dell’aggressore che conosceva ed attendere la lieta notizia che lo stesso era finito in manette è stato un tutt’uno.

Redazione CiSiamo
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