Arrestato prete presunto pedofilo in America da polizia e task force vaticana

La vittima, oggi 25enne, avrebbe avuto un'età compresa fra i 13 ed i 17 anni, all'epoca dei fatti contestati, gravissimi ancorché presuntivi.

Prete arrestato
Prete arrestato

Momentaccio per il Vaticano, stritolato da presunti scandali interni e indagini per pedofilia emerse oltre oceano. Abusi sessuali su minore. Con questa gravissima accusa, riportata dal New York Times, l’America si è svegliata poche ore fa, un’accusa che vede un prete cattolico del New Jersey indagato per aver violentato un minore. La vittima, oggi 25enne, avrebbe avuto un’età compresa fra i 13 ed i 17 anni, all’epoca dei fatti contestati, gravissimi ancorché presuntivi.

Task force ecclesiastica

Ad operare la polizia di Phillipsbrug che, di concerto con un team di investigatori messi su pista direttamente dalla Santa Sede, hanno arrestato il sacerdote 63enne Thomas Ganley. La presenza di una “task force” ecclesiastica, tenuta a battesimo l’anno scorso, a supporto degli investigatori ha una natura che, storicamente, in faccende del genere, è ambigua. Al di là cioè del contributo fattivo alle indagini (in altri casi di tipo meramente collaborativo) non è mai stato chiaro se questi team operino allo scopo di indirizzare concretamente le risultanze dell’indagine secondo il diritto del paese ove s’intende commesso il reato o di acquisire conoscenze utili a ché le alte prelature possano “arrivare prima” o in sincrono con gli organismi ufficiali e poi provvedere in proprio a “sanzionare” il reo, di solito con spostamenti e ricoveri coatti che di fatto scavalcano la legislazione sovrana territoriale.

Per la prima volta all’opera

Ad onor del vero va detto però che quello di padre Thomas, che avrebbe abusato della sua vittima dal 1990 al 1994, è il primo caso in cui il team appositamente messo su dalla Chiesa di Roma per investigare sulla pedofilia abbia concretamente operato per l’individuazione del presunto reo. Padre Ganley era “di stanza” presso la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo della cittadina Usa, ma i reati a lui contestati sarebbero avvenuti all’interno della parrocchia di Santa Cecilia. Tutto questo accade in un momento in cui, a “casa base”, a Roma cioè, le sterzate normative (d’imperio, il Vaticano è monarchia assoluta) in merito alle libertà messe in atto dai canonici nei confronti dei minori avevano colpito anche il coro della Cappella Sistina. Il suo direttore, Padre Georg, è stato rimosso dopo l’apertura, qualche tempo fa, di due delicati filoni di indagine: uno che riguardava i presunti maltrattamenti messi in atto nei confronti dei “pueri cantores” del coro, l’altro per un uso magari un po’ troppo “spiccio” e disinvolto del denaro provento delle esibizioni del coro stesso.

Redazione CiSiamo
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