Tunisino morto durante arresto, Salvini: “Cosa dovevano fare, offrire cappuccio e brioche?”

Il vicepremier è intervenuto sul caso del tunisino colto da malore con manette ai polsi e piedi legati. Ilaria Cucchi: "So già come va a finire".

Il Ministro dell?interno Matteo Salvini
Il Ministro dell?interno Matteo Salvini

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini è intervenuto in merito al caso del tunisino morto dopo che era stato legato dalla polizia. “Se i poliziotti non possono usare le manette, che fanno, offrono cappuccio e brioche?”. Queste le parole del leader leghista, che già si era fatto sentire in precedenza: “totale e pieno sostegno ai poliziotti che a Empoli sono stati aggrediti, malmenati, morsi”. Sul caso è però intervenuta anche Ilaria Cucchi: “Dava in escandescenza? Questi fatti sono tutti uguali e sappiamo già come andrà a finire. La quarta sezione della Cassazione dirà che non c’è nessun colpevole”.

La posizione dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni

Il caso è destinato ad alimentare le polemiche anche nei prossimi giorni. Intanto è intervenuto Luigi Manconi, direttore dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali“La vittima aveva, oltre che le manette ai polsi, le caviglie legate e si trovava, di conseguenza, in una condizione di totale incapacità di recare danno ad altri e a sé. Come è potuto accadere, dunque, che in quello stato abbia perso la vita e che non sia trovato modo di prestargli soccorso?”, ha chiesto Manconi.“Sappiamo che le forze di polizia dispongono di strumenti per limitare i movimenti della persona fermata. Mi chiedo se la corda usata per bloccargli le gambe sia regolamentare oppure occasionale. In quel momento era indispensabili?. Non si può consentire che vi siano dubbi sulla legittimità di un fermo o sulle modalità della sua applicazione. Tanto più qualora riguardi chi si trovasse, secondo testimoni, in uno stato di agitazione dovuto all’abuso di alcol. E tanto più che, negli ultimi dieci anni, sono state numerose le circostanze che hanno visto perdere la vita persone fermate in condizioni simili e con metodi analoghi. Peraltro, vi è qualche testimone che parla di una condizione di relativa calma del giovane tunisino e anche quest’ultimo fatto impone una indagine, la più rapida e incisiva”.

Redazione CiSiamo
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