Dipendenti Ama con un doppio lavoro. Camion per Rsu parcheggiati senza operatori a Roma

Alcuni lavoratori dell’Ama erano intenti nel dare vita a un doppio lavoro. L’indagine ha portato alla luce un fenomeno preoccupante nella città di Roma.

Netturbini dell’Ama con doppio lavoro a Roma
La società ha intenzione di attuare dei rimedi tramite sistema GPS

Spazzare via l’immondizia da Roma è difficile. Punto. Questo è un assioma indiscutibile dai tempi di Enobarbo. Se poi parte congrua di chi dovrebbe farlo usa l’orario di attività per fare un secondo lavoro allora la cosa si fa epica. E questo accade oggi, ai tempi di Virginia Raggi e di un malvezzo che le puo’ essere trisnonno.

Netturbini intenti nel fare altro durante l’orario di lavoro

La Procura della Repubblica di Piazzale Clodio ha recepito in questi giorni una voluminosa informativa contenente i risultati di indagini lunghe ed articolate della Polizia Municipale capitolina. L’oggetto? I movimenti di un folto nugolo di netturbini dipendenti dell’Ama che, dopo aver parcheggiato i compattatori e i mezzi spazzarobaccia in cantucci defilati della città, si recherebbero a svolgere attività parallele con la “monnezza” e i protocolli della sua rimozione non hanno un beneamato a che vedere.

Della cosa ha scritto in maniera esaustiva Lorenzo De Cicco sul Messaggero. L’indagine in questione era già saltata all’occhio delle agenzie quando, un mesetto fa, un trafiletto di cronaca aveva riportato la vicenda di un doppiolavorista che si affaccendava anche ai mercati generali di Via Cola di Rienzo. Ex post si era saputo che era un dipendente Ama che passava dai bustoni di umido alle cassette di broccoli con soave disinvoltura.

Lavoratori impegnati con altre faccende

Il giro di vite ai controlli incrociati fra cartellini marcatempo ed effettiva operatività di alcuni dipendenti era stato dato subito dopo il “fattaccio” dell’impianto Tmb al Salario. Quel rogo maleodorante, su cui le relazioni a lungo termine dell’Arpal ancora devono dire la loro in maniera esaustiva, aveva sparato spezie fra le terga degli operanti, che avevano avviato i controlli.

Altri episodi

Ed ecco che, almeno in tre casi censiti, erano spuntati fuori dei camion compattatori paciosamente lasciati in sosta in alcune zone “franche” di Roma, con gli operatori assenti.

In alcuni casi il caffè di ordinanza pareva aver messo rimedio all’equivoco, in quanto ad eziologia, in altri si era sospettato che i dipendenti fossero al lavoro. Sì, ma altrove. E su altre faccende. In mezzo al mazzo – ci informa il Messaggero – anche il caso di un dipendente che succhiava via carburante dal mezzo per fare trasfusioni illegali al suo veicolo privato. Nelle more di un’indagine che prosegue, Ama sta decidendo di far installare dei Gps su ogni mezzo. Intento lodevole, se tradotto in fatti. Tardivuccio ma forse utile a stroncare il fenomeno.

Redazione CiSiamo
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