Tunisino morto a Empoli, era stato legato mani e piedi dalla polizia

Il Ministro dell'Interno Matteo Salvini: "Totale e pieno sostegno ai poliziotti che a Empoli sono stati aggrediti, malmenati, morsi".

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Una donna di 50 anni è stata trovata morta con diverse coltellate sul corpo e una più profonda alla gola nel suo appartamento di Sesto san Giovanni (Milano), dove viveva con il marito e il figlio

Un tunisino è morto a Empoli dopo essere stato legato mani e piedi dalla polizia. Sulla questione è intervenuto anche il Ministro dell’Interno e Vicepremier Matteo Salvini che difende gli agenti. “Totale e pieno sostegno ai poliziotti che a Empoli sono stati aggrediti, malmenati, morsi. Purtroppo un tunisino con precedenti penali, fermato dopo aver usato banconote false, è stato colto da arresto cardiaco nonostante gli immediati soccorsi medici. Tragica fatalità. Però se un soggetto violento viene ammanettato penso che la polizia faccia solo il suo dovere”.

L’accaduto

Ecco quello che è successo. Ieri sera, giovedì 17 gennaio, due volanti intervengono in un negozio di money transfer di Empoli. Il motivo: erano stati chiamati perché un uomo stava creando problemi. Un 32enne di origini tunisine era entrato nel negozio Taj Mahal con una banconota ritenuta falsa. Ne sarebbe nata una discussione con il titolare che avrebbe portato il commerciante a telefonare alla polizia. Dopo un breve inseguimento il tunisino sarebbe stato fermato e ammanettato. Per “contenere” l’uomo, che continuava a dimenarsi e a scalciare, gli agenti lo avrebbero legato mani e piedi. Ecco che però l’uomo muore, forse a causa di un attacco cardiaco, e subito sono montate le polemiche.

Sindacato autonomo di polizia

A difesa degli agenti è intervenuto Stefano Paolini, segretario regionale del Sindacato autonomo di Polizia. “Torniamo ancora una volta a ribadire quanto sia essenziale la dotazione di taser e telecamere per gli uomini in divisa operativi su strada. Sono strumenti necessari per la tutela e la trasparenza” – ha dettoLa sperimentazione della pistola elettrica, infatti, non avrebbe ancora coinvolto Empoli. Non c’erano quindi taser in dotazione agli agenti. “Con il taser, soggetti che danno in escandescenze, possono essere bloccati evitando il contatto fisico. Con questo strumento non letale che chiediamo a gran voce, si tutela sia il poliziotto che il fermato”.

Intanto, in attesa dell’autopsia, scoppia la polemica. L’Acad, Associazione contro gli abusi in divisa, su Facebook ha scritto che “testimoni da noi sentiti ci raccontano di aver udito la volontaria del 118 affermare che l’uomo ‘era ammanettato e aveva i piedi legati con una corda’“. Salvini però ci sta e continua: “Hanno fatto il loro dovere”.

Secondo la Repubblica, l’uomo era già conosciuto alle forze dell’ordine per resistenza a pubblico ufficiale.

Redazione CiSiamo
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