Trump nega aereo di stato alla Pelosi ma fa volare Melania in Florida

"Se 800mila dipendenti dello stato non si vedono pagare lo stipendio potrà bene rinunciare anche lei ad un volo di stato. Puo' prendere benissimo un volo di linea", ha detto Trump.

Il Presidente americano Donald Trump
Il Presidente americano Donald Trump

Shutdown e guerra fra Congresso e Donald Trump, la battaglia si sposta nei cieli. E’ di poche ore fa la notizia che la first lady Melania avrebbe raggiunto la Florida con un volo di stato, per questioni non ufficiali legate alla necessità di raggiungere la residenza Mar- a Lago. Dice ecchissene, ma la faccenda scotta. Poche ore prima infatti lo stesso Trump aveva negato l’utilizzo di un volo di stato nientemeno che alla terza carica degli Usa, Nancy Pelosi, per un viaggio istituzionale a Bruxelles, il Cairo ed in Afghanistan.

“Se 800mila dipendenti dello stato non si vedono pagare lo stipendio potrà bene rinunciare anche lei ad un volo di stato. Puo’ prendere benissimo un volo di linea”, aveva chiosato secco il tignoso contenuto della zazzera arancione che guida la Casa Bianca. La frase, soprattutto nella parte relativa al paragone con il quasi milione di impiegati lasciati a secco dallo shutdown, era stata riportata dal Nuevo Herald ed aveva suscitato un vero vespaio.

Ma cos’è lo shutdown e cosa nasconde nella circostanza degli Usa attuali? La procedura viene dichiarata in buona sostanza quando sugli stanziamenti per la spesa pubblica non vi è l’approvazione di entrambi i rami del parlamento. Nella costituzione Usa il bilanciamento perfetto è faccenda serissima. Solo a quel punto il presidente può promulgare il provvedimento. In agenda di bilancio federale 2018 però ci era finito il contesissimo muro fra Usa e Messico – opera che al di là delle implicazioni etico politiche costerebbe un transatlantico di danè – e i democratici avevano spianato i fucili in aula, cecchinando lo strumento finanziario ad ogni passaggio dove hanno numeri da guastatori fino a far scattare lo shutdown in attesa di un rifinanziamento bilateralmente approvato a livello di Congresso.

Il risultato? Oltre 800mila dipendenti dell’amministrazione federale avevano passato il Natale senza stipendio e il paese era (ed è tuttora) vittima di un malpancismo diffuso. Nel corso delle ultime settimane erano state messe in atto anche iniziative clamorose, come quella di un noto ristoratore di Miami che aveva offerto pasti da gourmet gratis agli addetti ai controlli dell’International Airport, che sono personale federale a tutti gli effetti.

Su tutto questo si era innestata poi la faccenda che aveva reso la guerra “aerea”. Nancy Pelosi si era beccata diniego e pistolotto da Trump in merito alla richiesta di usare un aereo militare per la sua mission, sentendosi dire dal presidente che sarebbe stato meglio se lei fosse “restata qui a negoziare con me per un confine del Paese più sicuro” e, fiele amarissimo su una ferita aperta, la notizia che dava Melania a zonzo proprio su un volo di stato per raggiungere le spiagge fighe del Sunshine State e il divertimentificio planetario di South Beach-Ocean Drive.

Trump aveva controbilanciato il fioretto imposto alla Pelosi con il suo, che lo affrancava dal raggiungere Davos e il Forum planetario per gli stessi motivi di austerity, ma l’impressione è che il match sia ancora apertissimo, con la conferma ufficiale di un vecchio adagio della politica statunitense, cavallo di battaglia degli election days stelle e strisce: ogni battaglia non l’hai mai vinta se non la vinci prima in Florida.