Agente morto in autostrada: denunciato il suo hater

Scriveva frasi ingiuriose dopo la morte dell'agente rimasto ucciso sulla Messina-Catania. Un uomo è stato denunciato per i commenti postati sui social network.

Angelo Spadaro e i messaggi offensivi dell'hater denunciato
L'hater ha rivolto frasi ingiuriose nei confronti del poliziotto deceduto in un incidente sulla Messina-Catania

Agente deceduto in un incidente su un’autostrada siciliana, denunciato l’hater che aveva inneggiato alla sua morte. “Gli ACAB devono crepare tutti perché fanno solo multe e senza motivo uccidono gente innocente, come il caso di Stefano Cucchi”. Con questa frase sconclusionata e sintatticamente zoppicante si era già presentato nei giorni scorsi per quello che era: un leoncino da tastiera con paturnie da odio per le divise, in particolare per quelle della Polizia.

Frasi contro l’agente morto sui social network

Il limite lo aveva poi superato quando, a corredo della straziante foto che ritraeva l’incidente in cui aveva perso la vita l’agente Angelo Spadaro, aveva commentato con tanto di emoticon sorridenti a mo’ di dileggio: “Che bello, uno sbirro in meno”. Poi aveva avuto un attacco di puntigliosità etica primordiale ed aveva aggiunto a seguire: “Però mi dispiace per chi ha avuto l’incidente stradale e non è sbirro”. Quel post, successivo alla tragica morte dell’agente falciato via nella notte fra il 15 ed il 16 gennaio lungo l’autostrada A18 Catania Messina, non era passato inosservato. Come tutte le cose trucide, insensate e figlie dell’integralismo da web aveva fatto sollevare le antenne giuste.

Denunciato un uomo

Non quelle dei primati sodali con l’autore del post, ma quelle del Sap, Sindacato autonomo di Polizia, che ha formalizzato una denuncia ufficiale a carico dell’utente Facebook. “Come abbiamo sempre fatto denunciamo tutti coloro che irridono e offendono la memoria dei nostri colleghi che hanno perso la vita mentre stavano garantendo ai cittadini un diritto fondamentale: la sicurezza. Non è tollerabile gioire per la morte di un padre di famiglia, ancora prima che poliziotto”. A parlare Stefano Paoloni, segretario generale del Sindacato autonomo di polizia. Forse, dal banco degli imputati, all’uomo non sembrerà poi più così appagante esultare per la morte di un suo simile a servizio dello Stato.

Redazione CiSiamo
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