Sfide social pericolose, Youtube vieta gli scherzi che possono risultare fatali

Youtube e Google hanno deciso di fare il possibile per scoraggiare la realizzazione di queste sfide. "Non sono consentite le sfide che mettono palesemente a rischio la vita di chi vi partecipa".

Stop alle sfide social pericolose.
Stop alle sfide social pericolose.

Troppo spesso, negli ultimi tempi, abbiamo sentito parlare di qualcuno rimasto ferito, e questo solo se è stato fortunato, in seguito a sfide social pericolose. C’è chi si è cimentato nella “sfida del fuoco”, quella in cui bisogna cospargersi con liquidi infiammabili e darsi fuoco. Come dimenticare poi la “Bird box Challenge”, dove bisogna girare bendati per le strade della città come i personaggi del film “Bird Box”. Lo scopo di chi si cimenta in queste “sfide” – e qui le virgolette sono d’obbligo – è quello di ottenere like sulle proprie pagine social e magari ottenere qualche ingaggio pubblicitario. Ebbene tutto questo sta per finire, o almeno si spera.

Le sfide saranno vietate

Ora Youtube e Google hanno deciso di fare il possibile per scoraggiare la realizzazione di queste sfide. “Non sono consentite le sfide che mettono palesemente a rischio la vita di chi vi partecipa” – comunica google in una nota. “Qualora siano coinvolti dei minori, su YouTube sono vietate anche le sfide pericolose che comportano un rischio imminente di lesioni o danni fisici. Non saranno tollerati scherzi che inducano le vittime a temere per la propria incolumità o che possano effettivamente causare danni fisici, come pure scherzi offensivi o pericolosi che potrebbero causare stress emotivo nei minori”.
I video proibiti verranno così rimossi e potranno essere bloccati gli account degli autori. Saranno ammessi i video che mostrano attività pericolose solo nel caso in cui abbiano scopo didattico, documentaristico, scientifico o artistico. Comunque non dovranno includere immagini forti gratuite.

I video rimossi

Youtube ha dichiarato di aver eliminato, tra luglio e settembre 2018, 7,8 milioni di video, circa 1,7 milioni di canali e oltre 224 milioni di commenti. Il 10% violavano a sicurezza dei bambini e le regole sui contenuti per adulti.

Farsi male per gioco

Questa è la risposta per quelle sfide social in alcuni casi rivelatasi mortali. Effettivamente la situazione era sfuggita di mano ed era piombata nel ridicolo. Basta fare qualche esempio. Lo scorso maggio, una ragazza americana aveva sparato al suo compagno protetto solo da un’enciclopedia. Poi sono stati centinaia i ragazzi ricoverati dopo aver masticato pastiglie di detersivo per il bucato. Per finire, la “sfida” più recente, ispirata a una scena di “Birdbox”, ha portato un giovane a schiantarsi contro con l’auto mentre guidava bendato.

Anche la Procura di Milano aveva inoltrato un “ordine di esibizione degli atti” alla società californiana controllata da Google. Sotto accusa un video intitolato “Le 5 sfide pericolose per sballarsi senza droga“. Questo video è ritenuto uno di quelli che avrebbero messo in pericolo di vita parecchi adolescenti. Tra questi c’era anche Igor Maj, il 14enne trovato impiccato nella sua camera il 6 settembre scorso a Milano. Secondo gli investigatori, il ragazzino avrebbe guardato quel video prima di morire. Tra le sfide social pericolose proposte dal filmato infatti c’era anche l’auto-soffocamento, detto “blackout“.

Redazione CiSiamo
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