Dieta vegana, ecco cosa si nasconde dietro il Veg-Business

Per rivelare l'intricata rete di interessi che sta dietro i continui attacchi al settore zootecnico i due autori fanno molti nomi. Tra questi anche quello di Clinton.

La commissione EAT-Lancet presto tonerà alla carica sostenendo la necessità di uno spostamento, da parte di tutti, verso la dieta vegana.
La commissione EAT-Lancet presto tonerà alla carica sostenendo la necessità di uno spostamento, da parte di tutti, verso la dieta vegana.

La commissione EAT-Lancet presto tonerà alla carica sostenendo la necessità di uno spostamento, da parte di tutti, verso la dieta vegana. Tuttavia il professor Frédéric Leroy e l’autore Martin Cohen, rispettivamente professore di Scienze e Tecnologie alimentari presso l’Università di Bruxelles e Scienziato sociale britannico, autore del libro “Penso, dunque mangio”, non ci stanno. Con un dettagliato articolo svelano al mondo chi e cosa si nasconde dietro alla perenne e costosa promozione degli stili di vita, ma soprattutto dei prodotti, vegan.

Frédéric Leroy e Martin Cohen, sulle pagine di EFA News, offrono un quadro inquietante dei “poteri forti”, come li definirebbero alcuni, che stanno dietro alla perenne promozione dei prodotti vegani.

I politici e i personaggi vegani

Sono in molti i personaggi del mondo politico o dello spettacolo a sconsigliare di consumare carne e derivati. Si tratta, in molti casi, di persone molto influenti. Persone che passano parecchio tempo della loro giornata a promuovere una costante campagna anti-carne. I messaggi che lanciano, spesso e volentieri, rasentano la follia. Dalla “carne fa male” si passa a “mangiare carne è come fumare”.

Questi calcoli sono scientificamente disonesti. Si basano su associazioni epidemiologiche deboli e confuse che non ammettono pretese causali. Ignorano la necessità di un’adeguata valutazione del rischio. Si rifiutano di riconoscere il patrimonio nutrizionale dei prodotti animali o i molti benefici ruoli ecologici del bestiame ben gestito”, spiegano Cohen e Leroy.

L’intricata rete di interessi

Per rivelare l’intricata rete di interessi che sta dietro i continui attacchi al settore zootecnico i due autori fanno molti nomi. Alcuni dei quali anche parecchio importanti. Quando si hanno i soldi per farlo, dicono, “l’influenza può essere comprata”. E così la lista degli influencer globali contrari al consumo di cibi di origine animale cresce di anno in anno.

Il caso più eclatante è quello dell’ex Presidente americano Bill Clinton. Lui avrebbe ricevuto, subito dopo essersi dichiarato vegano, ben 3,5 milioni di corone norvegesi(più di 350mila euro). Secondo Leroy e Cohen, chi ha sborsato quei soldi sono gli stessi che nel 2013 hanno fondato la commissione EAT, e che nei prossimi mesi inonderanno i mass media di mezzo mondo con il rapporto pubblicato insieme a the Lancet.

“La strada per un futuro basato sui vegetali è lastricata di buone intenzioni … e calcoli aziendali, sottolineano i due autori. Bisogna quindi fare molta attenzione, perché queste costose e massicce campagne mediatiche potrebbero “non solo servire ad attirare l’avidità dei governi per nuove imposte fiscali”, ma anche e soprattutto nuovi mercati. Il tutto presentando “argomenti politici che sono pericolosamente semplicistici e potrebbero avere conseguenze catastrofiche sia per la salute umana che per l’ambiente”.

L’articolo

L’articolo di Leroy e Cohen sta facendo molto discutere. Impone una riflessione seria su come certe dinamiche, forzate da chi ha potenti mezzi per supportare le proprie ideologie, possano avere effetti deleteri anche solo influenzando autorevoli linee guida nutrizionali, che a loro volta suggeriscono a milioni di persone come nutrirsi nei prossimi decenni.

Qui non si tratta tanto di difendere il settore zootecnico e chi ci lavora. Si tratta di riportare il dibattito riguardante l’alimentazione sui binari della razionalità. Su quelli cioè dell’evidenza scientifica.

Frédéric Leroy e Martin Cohen lanciano in Rete un appello forte e chiaro“Per fare il bene del pianeta, torniamo al buonsenso. Sì, il cambiamento climatico è reale e richiede la nostra attenzione. E sì, il bestiame dovrebbe essere ottimizzato ma anche usato come parte della soluzione per rendere i nostri ambienti e sistemi alimentari più sostenibili e le nostre popolazioni più sane. Invece di indebolire i fondamenti delle nostre diete, dovremmo davvero affrontare le cause profonde del deterioramento planetario. Esse includono l’iperconsumismo e l’uso esagerato dei combustibili fossili, piuttosto che perdersi in slogan e visioni distorte del mondo.”

Redazione CiSiamo
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