Omicidio Magliana: “Augusto Giuseppucci non c’entra con il delitto di Andrea Gioacchini”

Una fonte spiega a CiSiamo.info perché Augusto Giuseppucci potrebbe non aver avuto nulla a che fare con il delitto di Augusto Gioacchini.

Andrea Gioacchini
Augusto Gioacchini

A dispetto di un cognome ingombrante, Augusto Giuseppucci potrebbe non aver avuto nulla a che fare con il delitto di Augusto Gioacchini. A spiegarlo, in esclusiva per CiSiamo.info, Ivano, un uomo che conosce Augusto molto bene e che ha elementi empirici su cui quanto meno riflettere in ordine all’omicidio che la Procura di Roma attribuisce al fratello del “Negro”, l’ex capo storico e fondatore della Banda della Magliana.

L’uomo, che preferisce mantenere un comprensibile anonimato (il nome è de plume) vive proprio alla Magliana e racconta: “Conosco bene Augusto – ha detto al telefono il personaggio che abbiamo scovato – è un trasteverino storico di 65 anni, malato di diabete e con gravi ed evidenti problemi fisici di deambulazione, non avrebbe mai potuto commettere quel tipo di delitto”.

La dinamica dell’omicidio di Andrea Gioacchini

Diamo chiave di volta alle dichiarazioni di Ivano, che ci ha anche illustrato le dinamiche esatte dell’omicidio. Andrea Gioacchini era stato ucciso dopo che uno scooter si era affiancato alla sua auto di fronte ad un asilo di via Castiglion Fibocchi, alla Magliana, aveva esploso più colpi verso il pregiudicato.

Quest’ultimo, catapultandosi all’indietro verso il posto del passeggero, occupato dalla sua compagna, aveva ricevuto il colpo più letale sotto l’ascella mentre aveva il braccio alzato. Il proiettile aveva forato la spalla e ed era andato ad infrangersi nel cranio di Gioacchini da sotto.

A quel punto il killer, veloce come solo chi sta ammazzando un tizio in pieno giorno davanti a non meno di sette testimoni diretti, aveva aggirato la vettura e si era piazzato sul lato del passeggero, dove Gioacchini era riverso di testa in grembo alla sua compagna di nazionalità rumena, presumibilmente per finirlo.

Nel tentativo di portare a compimento l’opera, il killer aveva ferito di striscio anche la donna.

Una dinamica quasi “ginnica” che, per il trasteverino, mal collima con le caratteristiche arcinote del Giuseppucci senior.

I dubbi sulla colpevolezza di Augusto Giuseppucci

“Anche l’idea che Augusto possa essere sparito, dopo aver sparato, lungo la pista ciclabile che costeggia l’argine del fiume, ritrovo di tanti pescatori – incalza Ivano – a me pare irrealizzabile”.

“Quel percorso – continua la nostra fonte – è impervio e necessita di una scioltezza che hanno o i giovani o gli uomini in forma. Augusto è un quasi vecchio e quasi zoppo signore che quelle faccende non le avrebbe mai potute fare”.

Le testimonianza che accusano Giuseppucci

L’uomo ne ha anche per le testimonianze, obiettivamente debolucce, che avrebbero incastrato Giuseppucci: “Augusto è stato fermato a Trastevere con addosso lo stesso giubbotto che pare indossasse l’uomo che aveva sparato ad Andrea (l’uomo conosceva, e decisamente non stimava, ci ha detto, anche la vittima – ndr). Ma chi se ne andrebbe in giro con lo stesso look con cui è andato ad ammazzare un uomo di giorno e all’aperto?”.

Le indagini sull’omicidio di Augusto Giuseppucci

Che l’indagine di Mobile e Procura fosse ancora in cautissimo esordio lo si era intuito anche dal fatto che il trasteverino fermato era stato indagato ma non sottoposto a misure di cautela.

C’è poi la questione della prova stub. Era stato lo stesso Giuseppucci, che tutto sarà ma non un pollo, che aveva chiesto di sottoporsi alla prova, i cui esiti oggettivi sono stati affidati solo a notizie trapelate fra i denti negli ambienti degli inquirenti ma che trovano corposità ed oggettività solo nel fascicolo che giocoforza è secretato in questa fase procedurale.

La liaison fra offender e vittima, qualificata da un giro di spaccio comune che a qualche anno fa vide entrambi i protagonisti implicati (con gli avvocati Placanica e Ferrari a difendere le tutele legali di Giuseppucci) pare a questo punto avere solo la dignità di scalino “letterario”.

“Andrea lo hanno ammazzato dopo qualche episodio in carcere – chiosa sicuro Ivano riattaccando nervosamente il telefono – o ha pestato i piedi a qualche concorrente nel giro dell’usura (come avevamo già ipotizzato su CiSiamo.info, NdR) o ha fatto esasperare ed incazzare qualche vittima dei suoi stessi magheggi. Punto”.

E il punto, per ora, lo mettiamo anche noi.

Redazione CiSiamo
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