Raffaele Santoro arrestato: era il luogotenente di Giuseppe Setola

L'Antimafia e la Polizia lo hanno arrestato dopo che dalle indagini era emerso che aveva chiesto ripetutamente il pizzo ai commercianti della cittadina di Lusciano.

Giuseppe Setola
Giuseppe Setola

‘A Befana chiedeva soldi perché si era arrivati ormai sotto Natale. Non è un rivisitazione surreale delle appena trascorse festività ma una storia id camorra, una storia finita male per “A Befana”, al secolo Raffaele Santoro, uomo di fiducia del super boss stragista Giuseppe Setola. L’Antimafia e la Polizia lo hanno arrestato dopo che dalle indagini era emerso che aveva chiesto ripetutamente il pizzo ai commercianti della cittadina di Lusciano, nell’hinterland casertano. È stato l’ufficio Gip del tribunale di Napoli a recepire la richiesta degli inquirenti della Dda competente ed a dare disco vedere alla misura di custodia cautelare in carcere.

“Noi siamo tutti amici… e mo’ sta per arrivare il Natale…”. Questa la frase, apparentemente asettica ma truce nel suo significato per chi è avvezzo alle faccende di mala campana, che Santoro pronunciava nel suo tour per negozi, un tour che aveva avviato proprio nell’imminenza delle appena trascorse festività natalizie.

Come è noto, è proprio quello il periodo in cui i titolari di partita Iva che vivono in zone infestate dai “malommi” si vedono canonicamente presentare le richieste di estorsione. Questo perché, storicamente, quello natalizio è il periodo in cui i clan fanno cassa in economato di mala per assicurare regali e mensili agli affiliati operanti nelle piazze di spaccio, nelle paranze, nei luoghi chiave della pubblica amministrazione colonizzati e soprattutto nelle case degli amici detenuti per faccende contigue agli interessi dei clan, dove ai familiari arrivano le puntualissime mensilità cash dei “pustieri”, i fattorini incaricati dai capizona.

Santoro, che è stato tampinato per settimane dalla Mobile di Caserta anche dietro input delle dichiarazioni di alcuni pentiti (pare contigui al clan Venosa, ma qualcuno allude agli ex vertici del suo stesso clan, falcidiati dalla collaborazioni) è uomo di fiducia di quel “Peppe o Pazzo” Setola. Quest’ultimo, ormai pentito dal 2014, era stato arrestato il 14 gennaio 2009 in qualità di responsabile della mattanza di Castel Volturno, quando l’ala stragista da lui capeggiata uccise sette persone, fra cui sei immigrati africani, nell’ottica di repressione nel sangue dello spaccio autonomo successivo alla caduta ed al pentimento dei generali storici dei Casalesi, primo fra i quali Francesco “Sandokan” Schiavone.

Redazione CiSiamo
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